E’ Morto Haider!
La notizia l’ho appresa questa mattina alle sette, ascoltando la radio mentre guidavo verso la stazione. Già lì avevo capito tutto : se non posso dirmi felice per la morte di un uomo, non riesco a sentirmi triste per la morte di un nazista. E, attenzione, non un nazista di quelli che si rasano la testa e vanno in giro a pestare la gente per ovvi problemi nello sviluppo, ma uno di quelli veri, uno di quelli che il Nazismo Hitleriano lo conosceva e non solo non lo disgustava, ma riusciva a trovarci delle positività. Sono felice di non esserne felice, e ancor più di non esserne triste.
Se questo è un uomo – Primo Levi
Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.