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Il Reale, da un punto di vista Democratico

Non Ascoltiamo il Pescivendolo – non condividiamo la rabbia

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C’è chi comincia a paragonare il 2008 con il sessantotto … Beh, che ci sia un alto livello di incazzatura è vero ma non è questo il sentimento principale. Delusione, pessimismo, paura, instabilità. Questa è la radice di quello che c’è in giro, e forse del bisogno di simboli forti, di durezza. Questa è la cosa terribile, perché, come diceva Einstein solo due cose sono infinite, l’universo e la stupidità umana. La paura poi, porta a chiudersi, a resistere per quel che si può, tirando fuori le unghie e mangiando i propri simili pur di rimanere vivi. Law and Order, Legge ed Ordine .

Vaffanculo! Sono nato anarchico nello spirito e voglio pensare io a me stesso, essere “autonomo” (nel senso Kantiano), e lo Stato è solo uno strumento utile per giungere all’autonomia di tutti. Quì stiamo arrivando all’opposto, dall’urlo di piazza al manganello. Tutta la stessa cosa, ragionamenti opposti con obbiettivi opposti ma che seguono la medesima logica, quello del portare i sentimenti negativi ( odio, disprezzo, e tutto l’armamentario ) nello spazio pubblico e sfruttarli per avere un successo; spesso usando le persone come delle pedine ( che lo si intenda o meno ). Pescivendoli!

Non mi piace. Non facciamoci travolgere, alziamo lo sguardo, accendiamo la testa e accettiamo le sfide della modernità. Questa è la nuova protesta, quella fondata sulla conoscenza, sull’amore ( in tutti i suoi significati ), sulla voglia di costruire. E allora scendiamo pure in piazza ma senza urlare, senza sparare pallottole d’insulti : Solo riprendendoci la nostra dignità di uomini e donne, lasciando gli altri a fare i burattini di qualche nuova ideologia non detta; perché ideologia non è solo comunismo o fascismo, ideologia è qualsiasi pacchetto di idee precotte e confezionate che ci regalano come perle di saggezza politica o morale o etica nel mercato dell’informazione. Lasciando agli altri la ripetizione di slogan prefabbricati. Condividiamo la conoscenza, condividiamo le idee, condividiamo i colori.

Mischiamoci e mostriamo che pluralismo non è disgregazione ma nuova unità. Usiamo il potere dell’I-pod di fronte agli slogan e quello della parola per “parlare”. Mettiamo da parte l’irruenza pervasiva di questa rabbia di cui ci riempiono tutti i giorni giornali e telegiornali, entriamo nello spazio pubblico con la forza di chi vuole metterci mano ma anche con la razionalità di chi vuole costruire. Con la forza dell’intelligenza, dell’ironia, della sagacia. Siamo più che macchine, siamo uomini, facciamoci trattare come tali.

Mi rendo conto del fatto che queste sono solo parole e che invece servono fatti. Intanto preannuncio che qualcosa di molto bello verrà organizzato (non mi spingo oltre). Purtroppo non ho trovato un video che mi sarebbe piaciuto mostrare, tratto da Goodbye Lenin! , ed è precisamente quando la madre del protagonista, credendo che esista ancora la DDR, scrive alla direzione partito per far notare che i vestiti da donna erano un pò troppo squadrati, affrontando la forza della dittatura con l’arguzia della parola. Parafrasando :

“sono certa che abbiate fatto del vostro meglio, quindi cercheremo di diventare più quadrate Noi”.

Questo è un grande atto di libertà, un grande atto di democrazia.

Written by Andrea Longoni

Ottobre 19, 2008 a 4:50 pm

Pubblicato in pensieri politici

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