Archive for Ottobre 24th, 2008
Lo strappo del ministro, atto ennesimo
Siamo veramente al tragicomico. Gli studenti chiedono che il decreto sia ritirato al fine di discuterlo con chi l’Università la vive e il ministro non fa altro che dire : prima lo faccio, poi ne parliamo.
Che poi è come dire : intanto costruisco la casa, poi se fanno un condono magari la regolarizzo.
Ma io mi chiedo, come si può essere così ciechi ? Le università pubbliche diventeranno private, le tasse universitarie schizzeranno a livelli assurdi ( in controtendenza con le politiche degli Stati dell’unione che tendono invece a ridurle per garantire l’accesso a tutti ), altrimenti il rischio è che chiudano.
Serve una riforma dell’università, una razionalizzazione dei corsi e delle facoltà, serve uno svecchiamento, serve che più privati entrino con finanziamenti verso la ricerca, servono un sacco di cose. Quello che non serve è che le università vengano ridotte a micro-ambienti per macro-abbienti. Non siamo negli Stati Uniti e non abbiamo un sistema economico, sociale e culturale di tipo anglosassone, e la privatizzazione della formazione non è adatta al sistema italiano. Senza voler fare il comunista, c’è un articolo che scrisse il giovane Gramsci, nel quale accusava i capitalisti italiani di non saper fare i capitalisti, di non essere in grado di investire e scommettere, e questo non è mai cambiato. Banche e Assicurazioni in primis non vogliono scommettere e chi ha i soldi difficilmente li “gioca” in borsa. Abbiamo da sempre un’economia molto corporativa, fondata su amicizie, conoscenze e non siamo in grado di fidarci delle sfide; e come potremmo, visto che c’è sempre qualcuno che prova a fare il furbo ? Ma detto questo, come potremmo pensare che delle università pubbliche, divenute private de facto, possano attrarre finanziamenti sufficienti per essere funzionali ?
L’università deve essere per tutti e d’eccellenza. Cominciamo ad obbligare alla pensione alcuni nonni che ancora persistono, bloccando i posti ai ricercatori, controlliamo quante pubblicazioni questi fanno e di che tipo. Andiamo anche oltre, spendiamo dei soldi per campus studenteschi, dando una vita tranquilla ai tanti studenti che sono sempre con l’acqua alla gola, e che sono “obbligati” a lavorare mentre studiano, perdendo del tempo utile che potrebbero dedicare allo studio.
E’ davvero allucinante che uno stato tagli il futuro per mantenere il presente. La Thatcher, la lady di ferro, tanto conservatrice da essere infine spodestata da un conservatore più moderato, non si permise mai di toccare quei settori pubblici, sanità e formazione, perché sapeva che sarebbe stata solo una perdita.
Io mi chiedo perché ci ostiniamo a guardare ad esempi stranieri per importarne poi solo gli aspetti peggiori.