Una tassa di 50 euro per il rilascio o il rinnovo dei permessi di soggiorno agli stranieri. E’ quanto prevede un emendamento della Lega al Dl anticrisi. Il gettito, è scritto nella modifica, verrà destinato ai Comuni di residenza dei cittadini stranieri e utilizzato per l’attuazione di politiche di sostegno alle famiglie (italiane) e per il controllo del territorio.
L’opposizione: “Norme razziste”. D’accordo con il presidente della Camera il leader del Pd Walter Veltroni: “Vale esattamente quello che ha detto Fini: una misura discriminatoria, una delle tante stranezze di una politica che la destra sta facendo, con una venatura di razzismo. Una posizione inconcepibile”.
La replica della Lega. Critiche che il Carroccio respinge però con forza. “Nelle nostre proposte – dice il parlamentare Claudio D’Amico rispondendo a Fini – non è presente nessuna discriminazione”. “Semplicemente – aggiunge – visto che i costi per la gestione dell’immigrazione attualmente ricadono totalmente sulla fiscalità generale e quindi sulle tasche di tutti i cittadini di questo paese riteniamo necessario che anche gli stessi immigrati compartecipino e contribuiscano con una piccola parte a queste spese che li riguardano direttamente, come del resto già avviene in misura molto più alta nella maggior parte degli altri paesi europei”.
E la domanda allora è : ma non contribuiscono anche loro pagando le tasse da lavoro ?
Dato poi che sono diventate 225.408 le imprese con un immigrato al comando (+8%) (fonte Unioncamere) , a Noi – e parlo dei commercianti – che ci lamentiamo di quanto siano alte le tasse a frtone di un lavoro estremamente mutevole, non dovremmo porci dei dubbi ?
Se la legge permettesse l’assunzione diretta, senza le complicazionio della bossi-fini, avremmo meno lavoratori sfruttati in nero ( dal caporalato ) e quindi anche più soldi per far fronte alla crisi.
Ma soprattutto, perché non si tagliano lo stipendio ?