Ideale,Virtuale,Reale…e se lo sciopero si facesse bianco ?
Pronte le nuove regole per gli scioperi nei servizi pubblici chedovrebbero andare all’esame del Cdm venerdì. Per il settore deitrasporti ci sono delle novità come si legge nella bozza del ddl:arriva lo sciopero virtuale per i servizi essenziali, obbligatorio unreferendum consultivo preventivo a meno che non si tratti diproclamazioni da parte di sindacati che hanno più del 50% dirappresentatività.
«l’istituto dello sciopero virtuale che potrà può essere resoobbligatorio per determinate categ
orie professionali le quali, per lepeculiarità della prestazione lavorativa e delle specifiche mansioni,determinino o possano determinare, in caso di astensione dal lavoro, laconcreta impossibilità di erogare il servizio principale edessenziale». In sostanza lo sciopero virtuale prevede che un lavoratoredichiari l’astensione dal lavoro ma in realtà presti comunque la suaattività, perdendo però la retribuzione. Questa, insieme alla somma chedeve erogare l’azienda, viene poi destinata a fini sociali.
Dato quest’estratto dall’articolo de l’Unità appare chiara l’intenzione di colpire gli scioperi dei sindacati di base, o comunque quelli che non fanno parte delle RSU, probabilmente puntando a diminuirli. Tuttavia ho un dubbio : se uno scioperante preferisse, anziché dichiarare lo sciopero e lavorare per destinare lo stipendio a chissadove ( ancora non è stabilito ) preferisse non dichiararlo e applicare lo “sciopero bianco?”
Dato il numero ( praticamente settimanale ) delle agitazioni sindacali sui trasporti, moltiplicato per il mumero dei regolamenti, se gli scioperanti non dichiarati si mettessero ad applicare alla lettera le mansioni loro si paralizzerebbe molto di più le città di quanto non accada ora.
E allora la domanda di tutte le domande : meglio un cobas in piazza o meglio un cobas al lavoro ?
P.S.
Speriamo non se ne accorgano
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REsta il fatto che alcune categorie di lavoro (i trasporti pubblici) hanno TROPPO potere di ricatto. E questo è penalizzante verso lavori interinali, atipici, call center etc. Il sindacato però preferisce difendere le categorie forti. Chi paga la tessera è favorito…
ilMaLe
Febbraio 27, 2009 alle 7:19 pm
indubbio, ma non è con questo tipo di regole che si aiutano i lavoratori :S
Anonimo
Marzo 5, 2009 alle 7:56 pm
pardòn, ero io
andrea longoni
Marzo 5, 2009 alle 7:56 pm
Certi lavoratori non vanno aiutati: hanno già avuto fin troppi aiuti e si è creato il parassitismo o il potere totale di avere il coltello dalla parte del manico. Aiutiamo precari, call center, lavoratori con partita IVA, collaboratori a progetto. Loro sono feccia anche per il sindacato. Questo rogna ai tipi di contratto ma non fa nulla per aprire un dialogo con queste nuove categorie di sotto-lavoro. E la Nidil o roba simile non servono a granchè.
ilMaLe
Marzo 9, 2009 alle 7:23 pm