Il Blog del Longo | B-Long’s newz

Il Reale, da un punto di vista Democratico

Archive for the ‘Giovani Democratici’ Category

Grazie Walter

con 7 commenti

la verità sta proprio nelle parole che Walter ha proferito durante la direzione nazionale : sono un uomo di istituzioni, non di partito . Se il Partito Democratico avesse vinto le elezioni, nulla sarebbe stato ma è andata male e, purtroppo, il PD non ha saputo avere quell’incisività che un partito d’opposizione dovrebbe avere. In un periodo di crisi economica, con tutto quello che il governo non sta facendo, noi riusciamo a perdere consensi. Walter è un grand’uomo e un grandissimo politico di governo, come dimostrano i dati del partito a Roma ( eccettuato che per le comunali, il cui sfacelo va attribuito, come si sa, a Rutelli ). Oggi ha dimostrato, come ha dimostrato nello spendersi per costruire questo partito, di essere un passo avanti a tutti, e in modo particolare a tutti i poltronisti che occupano seggi pur rappresentando meno che loro stessi.

Dal Primo discorso all’ultimo ci ha dato molte lezioni su cosa voglia dire essere di sinistra nel 2009 e , soprattutto, su cosa voglia dire essere Democraitici e su cosa signifa fare politica da Democratici; ci ha dato una visione, un’etica da seguire, che qualcuno ha sfruttato imponendosi con giochi di forza e di potere per far saltare tutto. L’etica del Dialogo, che è il fondamento dal quale ogni giorno, da Democratici, dobbiamo partire per fare politica.

Quindi ringrazio Walter e dico, facciamo un passo avanti verso un Partito Sempre più Democratico

Grazie Walter, farò tesoro del tuo stile

Written by Andrea Longoni

Febbraio 18, 2009 alle 9:35 pm

il popolo della libertà privata – etica e sinistra /1

nessun commento

Nonostante il titolo questo non è un articolo che parla della destra, l’ho messo solo perché rende bene l’idea di ciò che sto andando a scrivere, ovvero della privazione della libertò.

Parlo di Etica e principalmente dei due punti più complicati dell’etica politica contemporanea : la vita e la morte nelle due dimensioni dell’aborto e dell’eutanasia.

Questo articolo non vuole parlare in generale ma esprimere una posizione di parte, riferendomi in modo particolare a chi guarda a sinistra.

Partendo dal tema dell’aborto, la sinistra italiana è sempre stata, diversamente da altre sinistre in europa e nel mondo, molto cauta sull’argomento. Una prospettiva fortemente liberal affida la vita e la morte del feto alla sola scelta della donna, fondando questa teoria sul diritto alla privacy della donna, sul diritto alla carriera, e sul diritto quindi di dare una definizione della propria vita in maniera totale.

Soprattutto poggia sulla contesa se il feto possa o meno essere un soggetto di diritto. La sinistra italina non è mai partita da questo punto di vista, forse perché pure in noi è connaturata una certa etica cristiana per la vita e per l’inclusività, di talché si è andati a formare una legge, la 194, che non concede il diritto all’aborto in senso stretto ma in senso lato, ponendosi l’obbiettivo dell’eliminazione del fenomeno. Le basi dalle quali questa legge naque, furono gli aborti clandestini, i quali spesso oltre alla morte del feto, portavano anche all’impedimento di avere figli in futuro alla donna, quando non alla morte stessa pure per questa. Da lì si prese le mosse per legiferare, mettendo in questo modo sotto il controllo dello stato le pratiche mediche che a quel punto non conveniva andassero fatte per via clandestina.

Nei fatti la legge 194 prevede il diritto all’aborto solo in casi specifici ( per i quali rimando al testo : art 4 prima dei 90 giorni e art 6 dopo i 90 giorni  ) tutti caratterizzati dalle parole “serio pericolo per la donna”.

Certo è che tutte le norme sono interpretabili ma la condizione di Serio Pericolo ha delle caratteristiche di eccezionalità che vanno oltre una scelta rapida, andando in contro ad una più complessa riflessione in merito alla particolarità del caso.

Lo stato, lasciando questo “diritto” di scelta sulla vita o morte del feto, ne riconosce tuttavia uno status di soggetto giuridico nel momento in cui all’art 1 sostiene la ” tutela la vita umana dal suo inizio” e promuove le iniziative necessarie per evitare che lo aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite. Nonché applicando la differenziazione fra il prima e il dopo 90 giorni, stabilendo così una “graduazione” del divenire in vita.

Inoltre lo Stato italiano, come da art 5, si impegna a rimuovere le cause che portano alla scelta dell’aborto.

Invine lo Stato mette a disposizione, come da codice civile e leggi collegate, le strutture per avviare processi di adozione, non riconoscimento dell’infante. Quindi pone in essere una serie di norme che tendono a contrastare il fenomeno, pur riconoscendone l’esistenza e regolandolo ond’evitare situazioni aggravate causate da aborti clandestini o maternità non volute.

Come si vede, questa legge non segue la concezione liberal che ho esposto sopra ma nemmeno ne segue una conservatrice che tende a considerare soggetto di diritto e titolare del diritto assoluto della vita dall’embrione all’anziano; cosa che rende, inevitabilmente, l’aborto un omicidio e quindi un atto che lo stato non solo non può permettere ma che anche deve punire ( ovviamente parlo per capi estremi per entrambe le concezioni ).

Written by Andrea Longoni

Febbraio 11, 2009 alle 2:14 pm

il popolo della libertà privata – etica e sinistra /2

nessun commento

L’aborto in particolare è una questione estremamente complessa, in quanto anche la definizione scientifica più pura crolla di fronte all’idea che un feto abortito sarebbe potuto diventare un presidente ( come da poco portato ad esempio da una nota associazione anti-abortista statunitense ). E’ una questione sicuramente molto più complessa che non l’eutanasia, in quanto la prima parla dell’inizio della vita ( o della pre-vita ) e va a privarne le potenzialità ( o a impedirle partendo dal presupposto che il futuro sarebbe di una vita che non merita di essere vissuta ); mentre l’eutanasia, per contro, si riferisce all’esaurimento della vita, o alla vita nel suo finire.

C’è differenza fra porre termine ad una vita nel suo pre-venire e porre termine ad una vita che è già stata ( almeno in parte ) vissuta ? Certamente sì, in quanto se sempre di vita e morte si tratta, il soggetto cambia.

Nel caso dell’aborto il soggetto è solo potenziale e non ha avuto il tempo fisico per avere quei valori e quelle conoscenze che gli avrebbero permesso di esprimersi, in modo tacito o diretto, in merito all’estinzione della sua vita. Cosa diversa è per l’Eutanasia, in quanto il soggetto in questione, essendo potuto vivere, si è di certo formato delle concezioni o delle definizioni, tacite o espresse, di cosa per questi è la vita, e di conseguenza, cosa resta fuori dal suo concetto di vivere, ovvero quando la propria vita finisce anche se ancora non viene a subentrare la morte, in modo particolare per motivi artificiali ( respirazione o alimentazioe artificiale) .

Dopo aver espresso in maniera ( spero ) chiara i fatti, torno al problema iniziale, ovvero : in che termini va a porsi una concezione che possa definirsi di sinistra italiana sull’eutanasia.

Una posizione conservatrice tenderebbe di certo ( in un modo che io ho definito e continuo a definire Fascista ) a “preservare” la vita anche contro l’opinione espressa dal soggetto in questione o dal famigliare che ne possa riportare la volontà. In nome di un principio costituzionale della vita lo stato in questione va a dare la propria definizione di vita che assume un profilo esclusivamente biologico ( che prescinde quindi dal profilo biografico dei valori, della cultura e delle scelte autonome – regolare su se stessi . dell’individuo ); Ovvero lo stato si impone sulla persona.

Una posizione radicalmente liberal, tende ad annullare al più possibile il controllo dello stato sull’individuo, lasciandolo quindi “solo” nell’affrontare la scelta sulla vita o sulla morte. Ho apposto le virgolette alla parola “solo” perché la solitudine in questo caso dipende da una serie di fattori, fra cui : se c’è o meno una famiglia e di quanti soldi ha la persona ( poiché se prendo per via radicale il concetto di liberal, lo intendo anche in senso di individualismo economico ).

La Sinistra Italiana sarebbe bene invece che facesse propri i principi del liberismo ma temperandoli con un concetto che deriva dall’etica cristiana della solidarietà sociale, ripresa in vario modo anche dalla cultura socialista ( e comunista italiana – parola affetta dalla medesima peculiarità rispetto al comunismo per come è stato interpretato in altri paesi europei e del globo ). Unendo questa concezione di stato solidarista a quella di stato liberale abbiamo che l’individuo ha il sacrosanto diritto di scegliere la propria definizione della vita, e quindi di stabilire il limite oltre il quale questi non intende più vivere in senso biologico, avendo finito di vivere in senso biografico; sia che questo venga espresso in maniera personale e diretta, sia che questo avvenga per via indiretta attraverso la scelta di un tutore che ne sia parente ( e che quindi viva il legame fondato sull’ Amore ) . La solitudine tuttavia non deve essere contemplata. Lo stato deve farsi carico di tutte quelle misure di supporto ( anche economico ), informazione, assistenza medica e psicologica, di cura globale, domiciliare e ospedaliera, all’individuo e alla famiglia; in modo tale da non abbandonare la persona nel momento più duro della vita ( per come questi, e non lo stato, l’ha definita ).

Seguendo questa prospettiva la Libertà dell’individuo di darsi una propria definizione alla vita verrebbe tutelata, così come verrebbe tutelata la vita. Lo stato democratico liberale non ha diritto di imporre la propria volontà e la propria definizione dei valori ( e non i valori, che sono cosa ben più complessa ), in quanto se andasse ad imporre la volontà privata del cittadino in materie che non andrebbero a violare i diritti degli altri individui componenti la società, non potrebbe più definirsi liberale e quindi il concetto di democrazia che si sostanzia nell’esistenza di minoranze che legittimano l’esistenza di maggioranze, andrebbe a cadere; trovandoci così inesorabilmente in uno stato di non democrazia : fascista in quanto impositore ( nel caso vedere la paginav: voglio essere libero ).

Per questi motivi ritengo inaccettabili posizioni interne al partido democratico che puntino a formule conservatrici su una questione etica importante come questa. Il che non vuol dire che non accetto posizioni etiche diverse dalle mie ma che mi rifiuto di considerare a me affini metodologie impositive della propria volontà sulla volontà altrui. Come fu per la legge 194, sono convinto che si possa giungere ad una soluzione di sinistra italiana, evitando posizioni ideologiche e contraddittorie rispetto al valore centrale e fondativo del Partito Democratico, che è il valore del dialogo, inteso come metodo opposto a quello impositivo che una porzione dei parlamentari ( definiti teodem ) ha assunto.

Voglio essere libero.

Written by Andrea Longoni

Febbraio 11, 2009 alle 2:12 pm

Bandiere Per La Pace

con un commento

sto chiedendo a chiunque possa di inoltrare la richiesta di issare le bandiere di Israele e Palestina con in mezzo quella della Pace sulle facciate dei Municipi.
Avrei bisogno però di sapere se qualcuno sa dove trovare le bandiere, se qualcuno ha qualche idea la metta quì sotto come commento.
Grazie a Tutti, Andrea
Di seguito il link di un’associazione che sta riuscendo a portare aiuti entro il territorio di Gaza : www.islamic-relief.it
se voleste contribuire tramite carta di credito : http://www.islamic-relief.it/donazioni/donaz_carta.php
Per sensibilizzare propongo a tutti di cambiare la loro foto del profilo di facebook con quest’immagine :
israpacepale

israpacepale

Written by Andrea Longoni

Gennaio 6, 2009 alle 4:45 pm

Lettera a un’Amica

nessun commento

spesso mi trovo ad ascoltare e parlare con tante persone, tante persone che si dicono diverse; Ognuna che vanta la sua particolarità, i suoi valori, le sue idee. Chi si dice Pinco e chi Pallino. Sventolano bandiere ideologiche, come se contassero davvero qualcosa, come se rafforzassero la loro identità. E via con il festival degli slogan.
Parole potenti, frasi potenti. Riempiono le loro bocche di sentimentalismi crudi e crudeli. Parlano di macellerie messicane come se fossero episodi giusti, non perché ne siano convinti, solo per il gusto della scena o della coerenza ideologica. Troppo difficile darsi degli imbecilli. Così si affacciano in pubblica piazza con pubblica voce pomposaggini fine ottocentesche : Marxisti-Leninisti, Comunisti della Prima, della Seconda, della Terza e Quarta Internazionale; fascisti della Prima o dell’Ultima ora; figli, nipoti o lontani parenti di una lupa un pò stanca di essere tirata in ballo; Skinhead nazi-fascisti,nazi-comunisti,o nazi in salsa semblice;Cattolici integralisti,Ebrei integralisti, Islamici integralisti, Indù integralisti, biscotti integrali per stitici integralisti; Anarchici, anarco-insurrezionalisti,anarco comunisti, anarco-fascisti ( esistono? No, ma almeno è simpatico ); grilliani, Dipietristi, veltroniani,dalemiani,lettiani,bindiani,prodiani,prodi democratici (pochi ma esistenti), berlusconiani, finiani, bossiani, socialisti di destra, socialisti di sinistra, destrorsi di destra e sinistrorsi di sinistra o semblicemente centristi. Falci,martelli,croci,svastiche,bandiere bicolor, coni, coni gelato, coni gelato per tutti!
Violenza!violenza!violenza! Violenza in pubblica piazza come in arena privata. Aaaahhh, caro vecchio colosseo, quanti gladiatori per i latini!
Così ognuno fa a gara a chi la spara più grossa, come ragazzini col righello, e tutti fanno gruppo e parlano per masse. Di quali masse parlino, ancora non l’ho capito ma la massa, si sà, fa figo ;)
Non siamo capaci di parlare come singoli, perché il singolo è solo, la massa è tanti; allo stesso modo non parliano del singolo, perché il singolo è solo, la massa è tanti e .. bé, il minestrone di slogan è più facile da imparare (pensate ad avere uno slogan per ogni persona, se anziché direi cinesi ammazzano i mercati dovessimo dirne una per ogni cinese, fiuuuuu… faccio fatica solo a pensarci ).

Cara amica mia mi annoio. Abbiamo passato metà del mille e novecento a darci etichette, cinque anni a cercare di togliercele, altri quarantacinque a rimettercele e ora, non siamo capaci di non darci identità “politiche”collettive ( scusate le virgolette ma per politica intendo ben altro).
Ma poi, in fondo, si può sapere da che cazzo di parte stiamo? ma poi, la parte conta qualcosa ? ma poi, la parte, esiste per davvero ?
Quando sono nato mi diedero il nome maledetto di Andrea ( nome androgino, all’estero mi prendono tutti per il culo, ma almeno è il mio  ), non mi hanno chiamato Marxista-Leninista-comunista-della-terza-internazionale-fascista-in-zona-cesarini-demo-veltroniano-pro-nanomalefico-idv-doppio-cono-in-salsa-semplice e qualunquista di cognome. Cioè, che palle! Ho un nome, un cognome e un’identità abbastanza forte per avere un pensiero autonomo. E comincio a chiedermi dove siano finiti tutti quelli che parlavano di individuo; no, perché ora parlano tutti di masse per masse e come masse?  Sono diventati tutti Liberal-Marxisti o qualcosa del genere ?…. Bah! Valli a capire.

Ho una tessera, ebbene sì, ho la tessera del Partito Democratico ( non odiatemi per questo, mi fa già un pò male ); purtroppo sono uno di quelli che crede nei partiti come strumenti per i cittadini (lo so, sembra una battuta). Credo anche agli orientamenti di valori. Credo addirittura che i gruppi siano fatti di individui pensanti (più o meno). Sono democratico, ma non mi chiamo partito democratico, mi chiamo Andrea Longoni e al massimo posso definirmi longoniano.

Cara amica, ti faccio un invito, la prossima volta che ti incazzi con un marocchino, dagli del coglione, non dirgli musulmano di merda; perché pure per diventare coglioni ci vuole tempo e non toglierei la responsabilità dell’idiozia a nessuno, nemmeno se questi lo vuole. Lo stesso ragionamento vorrei che lo facessi per tutti, sono le persone che hanno pregi e difetti, che agiscono, parlano, pensano come individui, poco conta se fanno parte di un gruppo più o meno forte; altrimenti la responsabilità individuale diventa carta igenica indegna della nostra cacca e noi, diventiamo dei bambini che autorità superiori devono curare, perché incapaci di essere autonomi .

Lo so, lo so, è più semplice così, ma non vuoi anche te essere Libera ?

Liberiamoci delle etichette, cominciamo a pensare .

P.S.

Spero che passi un buon Capodanno e che leggendo questa lettera ti metterai a pensare

Written by Andrea Longoni

Dicembre 29, 2008 alle 10:13 am

Meno Due …

nessun commento

Sapevo che non potevamo essere abbastanza importanti da avere così tanti indagati …. Dopo mesi di indagini sfociati in un arresto cautelativo, Luciano D’Alfonso, ex sindaco di Pescara e Segretario Regionale del PD Abruzzo e il suo vice vengon scagionati. Il che significa che di tangenti non ne ha mai prese e che il Partito Democratico ha una macchia in meno sulla bandiera. Speriamo che sia così anche per gli altri indagati a Napoli, Firenze e in Basilicata.

Quello che rimane è un finanzimento illecito al partito La Margherita alle elezioni politiche 2006.

Questo fatto va a tutti quelli che distribuiscono colpe prima ancora non di finire ma di iniziare i processi e a tutti gli altri che, invece, parlano di questione morale anziché guardare alle colpe dei singolo.

Da parte mia, lo dico, Mi sento un pò meno schifato di ieri. L’importante è che oggi sia più schifato di domani e via discorrendo finché questa storia non avrà fine.

Written by Andrea Longoni

Dicembre 24, 2008 alle 9:02 am

Prima Riunione dell’Assemblea Nazionale

con 2 commenti

Questa sera incontro fra gli eletti al nazionale in Lombardia e domani mattina avranno inizio i lavori della costituente nazionale …. che Dio ce la mandi buona!

Written by Andrea Longoni

Dicembre 19, 2008 alle 3:40 pm

Pubblicato in Giovani Democratici

Crollo d’Abruzzo ma non solo democratico …

con 3 commenti

Non è solo il PD a crollare e anche chi pare crescere, in relatà cresce meno. Essendo che l’affluenza è diminuita di molto, fare affidamento alle percentuali come termine di paragone risulta fuorviante rispetto alla comprensione del fenomeno. Se infatti si guardano quelle si nota un raddoppio dell’Idv, la perdita del 10 % del PD e l’aumento dei voti nel centro destra. In realtà le cose sono ben peggiori e sono spiegate dai conti che seguono :

 - se volete potete pure saltare direttamente all’ultima tabella che è quella con i risultati e al commento , queste e le seguenti considerazioni le ho inserite per far comprendere il percorso che ho seguito.

 

Regionali 2008

   

Politiche 2008

     
                   
                   
 

Partiti

Voti

%

 

Partiti

Voti

%

   
 

Somma PD

113917

20,69%

 

PD

277.190

33,5

 

 
 

Idv

81557

14,81%

 

Idv

58.036

7

 

 
 

Somma S.A

37444

6,80%

 

S.A.

26.248

3,2

 

 
 

Ps

9387

1,70%

 

Ps

8.235

1

 

 
 

Somma Pdl

231175

41,99%

 

Pdl

344.129

41,6

 

 
 

Mpa

18040

3,28%

 

Mpa

13.373

1,6

 

 
 

Udc

32604

5,92%

 

Udc

48.534

5,9

 

 
 

Pc per i lavoratori

4625

0,84%

 

Pcl

10.622

1,3

 

 
 

La Destra

11514

2,09%

 

La Destra

30.760

3,7

 

 
 

Per il bene comune

2791

0,51%

 

Pbc

2.214

0,3

 

 
 

altre

7553

1,37%

 

Altre

8.217

0,9

 

 

TOTALI

 

550607

100,00%

827.558

100

   

 

 

 

 

 

regionali 2005 ricostruite

     
     

Partiti

Voti

%

pd

259296

35,37%

idv

17861

2,44%

La sinistra

72109

9,84%

ps

40469

5,52%

pdl

199457

27,21%

mpa

35928

4,90%

udc-udeur

96524

13,17%

pcl+sc

0

0

La Destra

11518

1,57%

pbc

0

0

altri

0

0

 

733162

100,00%

 

Note metodologiche :

             

1- per avere dei termini di paragone ho utilizzato le formazioni politiche presenti alle elezioni

nazionali 2008 (solo camera) e comunque ho agglomerato partiti con ideologia comune

 

 (vd la destra-forza nuova)

           

2- per le regionali Abruzzo 2008 somma pd e somma pdl includono la lista civica del candidato

 

 presidente

               

 3-dai dati presi da repubblica mancano 7,2 % dei voti che ho ripartito in maniera proporzionale

a tutti i partiti. Anziché prendere il totale degli elettori assumo come dato di affluenza quello

 

  del voto ai partiti, in modo tale da eliminare la discrasia.

       

4- Udc+Udeur : questa dicitura deriva dagli accordi fatti fra udeur e udc per le elezioni

 

 di Abruzzo 2008

             

5 – MPA: il partito non esisteva, quindi mi sono preso la libertà di aggregare i dati di Socialisti,

 

Democristiani e Liberali che sono la base di quel partito.

       

L’operazione resta comunque molto discrezionale

       

6 – Sinistra Arcobaleno è una ricostruzione anche questa  imprecisa nel paragone con l’oggi. Manca

 infatti Sinistra Democratica e vi sono al suo interno i voti potenziali di sinistra critica e del partito

comunista dei lavoratori. Non credo comunque che questo distorga molto le percentuali

 
                 
                 

* assumendo che una corretta analisi del voto non potrebbe prescindere da uno sguardo alla cultura

e ai valori dell’area, nonché alla cronaca, la seguente analisi indende non tanto comprendere

 

  il perché si è votato cosa ma quanto si è votato.

       
                 
                 
                 
                 
                 
                 
             

p 1 – a

 
                 

 

 

 

 

 

 

 

               

la popolazione votante dell’Abruzzo è di 1.203.516, ciò vuol dire che il voto ai partiti è stato

 
                 

 

Reg 2008

naz 2008

reg 2005

 

2008-n2008

n2008-r2005

r2008-r2005

 

valore assolut

550607

827558

733162

 

-33,47%

12,88%

-24,90%

 

percentuale

45,75%

68,76%

60,92%

         
                 

* si nota la drastica diminuzione del voto ai partiti del 33,47 % rispetto alle nazionali

 

e del 24 rispetto alle regionali del 2005, a fronte di un leggerissimo aumento del 12,88 %

 

alle nazionali

             
                 

Nota Metodologica : la differenza fra l’affluenza ai seggi e il voto ai partiti è data dal fatto che c’è una

porzione di votanti che non esprime il voto ai partiti ma solo alla coalizione, o vota scheda bianca,

 o annulla la scheda, oppure la scheda è nulla

         
                 
                 

il percorso del PD :

     

diminuzione dei votanti :

 
                 

 

2008

n2008

r2005

 

2008-n2008

n2008-r2005

r2008-r2005

 

V Assolu

113917

277.190

259296

 

-58,90%

6,90%

-58,90%

 

Percentu

20,69%

33,5

35,37%

         
                 
                 
                 

Si nota che dalle regionali 2005 alle nazionali 2008 i votanti PD erano aumentati del 6,0 %,

 

 mentre crollano del 58% nel paragone fra le elezioni nazionali e le regionali 2008.

 

 Data la differenza di elettorato totale verso i partiti, guardare alle percentuali di voto sarebbe

fuorviante.

               

 

Tutti i Partiti

           
 

R_2008

N_2008

R_2005

 

2008-n2008

n2008-r2005

r2008-r2005

Somma PD

113917

277190

259296

 

-58,90%

6,90%

-56,07%

Idv

81557

58036

17861

 

40,53%

224,93%

356,62%

Somma S.A

37444

26248

72109

 

42,65%

-63,60%

-48,07%

Ps

9387

8235

40469

 

13,99%

-79,65%

-76,80%

Somma Pdl

231175

344129

199457

 

-32,82%

72,53%

15,90%

Mpa

18040

13373

35928

 

34,90%

-62,78%

-49,79%

Udc

32604

48534

96524

 

-32,82%

-49,72%

-66,22%

Pc per i lavoratori

4625

10622

0

 

-56,46%

nn

nn

La Destra

11514

30760

11518

 

-62,57%

167,06%

-0,03%

Per il bene comune

2791

2214

0

 

26,06%

nn

nn

altre

7553

8217

0

 

-8,08%

nn

nn

 

550607

 

733162

       
               
               
                       

- si nota che il pdl non ha guadagnato; Anzi ha perso un 32,82 % dei voti rispetto alle

elezioni nazionali

 - l’Idv in realtà non ha duplicato i voti ma trova un aumento del 40, 53, il che vuol dire che

non è raddoppiato (avrebbe segnato il 100%)

  se avesse avuto cento voti, oggi sarebbe a 140 e non a 200. Ne concludo che l’Idv in questo caso ha

una diminuzione dell’aumento progressivo che lo aveva visto quadruplicare i voti fra il 2005 e il 2008.

- diminuisce anche l’UDC, confermando il trend di discesa ma calando di meno rispetto

alle nazionali del 2008

 - preferisco non commentare i risultati dello MPA in quanto la costruzione che ho fatto risulta

poco scientifica. si può comunque immaginare un aumento dovuto alla dispersione dei voti del

centro che non sono andati al pdl

 - pare che quando la sinistra va disgiunta gli aumentano i voti. Ricordo infatti che S.A. delle

regionali 2008 è una mia costruzione che somma verdi+sinistra democratica con rifondazione

comunista e i comunisti italiani.

 - non commeno i risultati del ps, soprattutto perché quasi irrilevanti ai fini del totale ma anche

perché è possibile che abbia sbagliato a sommare le percentuali dei partiti

 - idem vale per La Destra

 - La legnata al PD è più che presente. Oltre a non essere sostanzialmente cresciuti fra le regionali

 2005 e le nazionali 2008, il Partito Democratico perde il 58,9 % dei voti. C’è da dire che la lista che

accompagnava il candidato presidente dei PD ha preso un sesto dei voti che ha preso invece il

candidato presidente del pdl, quindi si immagina che il candidato presidente non fosse gradito dai

cittadini. Resta pesante il -58,9 che indica un fallimento politico del partito democratico. Di certo

  questo valore non è dato dalla condizione nazionale ( che avrebbe spostato al massimo il 4-5 % ),

 quanto al fatto che l’ex presidente era espressione del PD. Inoltre proprio di oggi è la notizia

dell’arresto del segretario regionale, che era già agli arresti domiciliari per altre questioni.

Written by Andrea Longoni

Dicembre 16, 2008 alle 1:14 pm

Ci sono giorni in cui

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un giovane democratico capisce che in realtà non esiste e allora si pone dei dubbi molto seri….

Perchè da Prato in giù ci sono sempre problemi ? Perché non ci riuniamo e basta ?

ma soprattutto, queste primarie fuffa non avremmo potuto evitarle. Lo proposi, Mi dissero che era più democratico così, risposi che il pensiero dei ragazzi e delle ragazze vale ben più di una croce. Ovviamente non mi ascoltarono.

Intanto riscopri l’orgoglio, iscriviti al gruppo su Facebook : IO ODIO CAPEZZONE. Riequilibria il tuo cì col tuo Cien, fai uscire l’antropode ancestrale che è in te e iscriviti nel gruppo che non è l’Italia che Odia, ma quella che AMA ODIARE CAPEZZONE.

Dillo ai tuoi amici, alle tue amiche, ai genitori, ai figli, ai vicini di casa e perché no, pure al Mondo intero : IO ODIO CAPEZZONE!!!!!!

(P.S. ho inserito un video di Marcorè perché io davvero ODIO CAPEZZONE )

Written by Andrea Longoni

Novembre 28, 2008 alle 4:55 pm