Il Blog del Longo | B-Long’s newz

Il Reale, da un punto di vista Democratico

Archive for the ‘Liv'inCulture’ Category

No-Silicon Valley

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Good news comes from the Secretary Martini, a stop to the operations of surgery esteticha for minors and traceability of breast implants through the creation of a register.

It is true that some girls may disturbed by the fact that we have a serial number on the new but the operations of plastic surgery (and the implantation of breast implants specifically) does not always lead as the only outcome to become a pin-up, or at least to have a far greater.
Unfortunately, medical complications may occur, especially if the transactions are carried out by a specialist (and often is), so that the increase of foreign operations is an increase in hospitalizations related complications.
There is also a significant social issue: it increases the percentage of adolescents (15-18 years) who receive from their parents within a beautiful new for the birthday … not always the parents were up bread and fox.

An SWG’s survey shows that many of the girls think that a prosperous breast can increase their self-esteem. I believe that if you ask the girls with  prosperous if  have a liposuction could increase their self-esteem respond to some yes.
No, it is not misogyny, but I think it is normal that during adolescence, and why not even a little further, the girls (as boys)have a not very consistently self-esteem, especially in a world based on aestheticism as ours.
So I thank the Secretary and Invite Her to proceed, perhaps going up to regulate the training in aesthetic surgery, tying his profession to clear ethical standards, because big problem is that doctors are’nt specialized, because the hole legal, who are dedicated to cosmetic surgery as if were a business and not a component of medicine that allows a physical with the psychological.


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Written by Andrea Longoni

Febbraio 24, 2009 alle 10:59 pm

Ronde di destra, Ronde di sinistra e le altre ronde….

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Cominciò con la lega, ne è venuta fuori una di rifondazione, qualcuno ha avuto l’idea ( fortunatamente disattesa ) di fare quelle democratiche e questa mattina sono uscite quelle de la destra.

Poi ce ne sono altre, alcune fatte di donne e bambini ( non è una balla, ci sono ), seguite però da uomini ” nel caso in cui ci trovassimo in pericolo “; già, perché essendo gli uomini consci di come si risolve una situazione di pericolo, sicuramente dovremmo essere tutti più sicuri. Se accadesse poi il peggio ? Se questo “gioco coraggioso” svolto da cittadini coraggiosi si interrompesse nel modo peggiore ? Cosa accadrebbe ?

Se poi anche gli immigrati, verso i quali si punta l’attenzione dei cittadini, dovessero munirsi di ronde per la paura di essere colpiti dalla violenza razzista, come è capitato spesse vole in particolare dopo che un immigrato qualunque ha compiuto crimini odiosi ?

Gangs of New York è un film, quindi ovviamente tende a dare un quadro del tutto spettacolare alle circostanze. La storia però ci racconta di una New York nella quale la politica cede l’uso della forza alle gang, le quali si assumevano il compito di dare sicurezza. I “nativi” per i nativi, gli irlandesi per gli irlandesi, i neri per i neri e via discorrendo. Se lo Stato non è capace di mantenere l’ordine, i cittadini se ne occupano, questo però non è detto che porti ad un più alto grado di sicurezza.

Immaginatevi un gruppo di naziskin che dicono di fare ronde per la sicurezza; vi sentireste più sicuri ?

La Sicurezza alle Forze dell’Ordine!

il cannocchiale

Written by Andrea Longoni

Febbraio 24, 2009 alle 7:51 am

Grazie Walter

con 7 commenti

la verità sta proprio nelle parole che Walter ha proferito durante la direzione nazionale : sono un uomo di istituzioni, non di partito . Se il Partito Democratico avesse vinto le elezioni, nulla sarebbe stato ma è andata male e, purtroppo, il PD non ha saputo avere quell’incisività che un partito d’opposizione dovrebbe avere. In un periodo di crisi economica, con tutto quello che il governo non sta facendo, noi riusciamo a perdere consensi. Walter è un grand’uomo e un grandissimo politico di governo, come dimostrano i dati del partito a Roma ( eccettuato che per le comunali, il cui sfacelo va attribuito, come si sa, a Rutelli ). Oggi ha dimostrato, come ha dimostrato nello spendersi per costruire questo partito, di essere un passo avanti a tutti, e in modo particolare a tutti i poltronisti che occupano seggi pur rappresentando meno che loro stessi.

Dal Primo discorso all’ultimo ci ha dato molte lezioni su cosa voglia dire essere di sinistra nel 2009 e , soprattutto, su cosa voglia dire essere Democraitici e su cosa signifa fare politica da Democratici; ci ha dato una visione, un’etica da seguire, che qualcuno ha sfruttato imponendosi con giochi di forza e di potere per far saltare tutto. L’etica del Dialogo, che è il fondamento dal quale ogni giorno, da Democratici, dobbiamo partire per fare politica.

Quindi ringrazio Walter e dico, facciamo un passo avanti verso un Partito Sempre più Democratico

Grazie Walter, farò tesoro del tuo stile

Written by Andrea Longoni

Febbraio 18, 2009 alle 9:35 pm

deForma della giustizia, Travaglio dice che :

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come al solito premetto che Travaglio è un mito ma le cose che dice bisogna prenderle un pò con le pinze….diciamo che mi pare sempre un pò paranoico, comunque il ragionamento che fa, tolta la malizia, vale sempre la pena di ascoltarlo

Written by Andrea Longoni

Febbraio 17, 2009 alle 8:43 pm

Pubblicato in Liv'inCulture, NuzDalMondo

LE FACCE DELLA VERGOGNA

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Written by Andrea Longoni

Febbraio 6, 2009 alle 2:21 pm

governo fascista, lasciateLa andare!

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prima di lasciarvi agli articoli voglio chiedere come può un governo essere così supponente da poter anche solo immaginare di calpestare la volontà di una persona, o anche di poter interpretare quella volontà meglio che il Padre?

Incarcerano i diritti dell’individuo e gettano fango sulla dignità della famiglia!

VERGOGNA!

Il governo prepara un decreto. L’opposizione del governo a lasciar morire in pace Eluana, come ha fatto capire chiaramente ieri il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, potrebbe passare però anche attraverso un decreto che anticipi il testo del disegno di legge sul testamento biologico che vieta di fermare alimentazione e idratazione dei pazienti in stato vegetativo.

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“Un decreto legge che obbligasse a non interrompere l’alimentazione forzata bloccherebbe tutto”, ha chiarito Campeis lasciando la procura. Senza entrare nel merito di un’eventuale azione del governo, l’avvocato ha sottolineato che “una situazione del genere bloccherebbe tutto perché io non posso far commettere un reato ai medici. Per certi aspetti – ha concluso – ci risolverebbe tutte la cose e la procedura a questo punto non potrebbe che essere sospesa”.

Dopo le dichiarazioni del ministero e dell’assessore, la casa di risposo ‘La Quiete’ risponde alla Regione Friuli Venezia Giulia «di voler attuare la sentenza della Corte d’Appello di Milano»

Una voce diversa si leva anche nella Chiesa. E’ quella dell’anziano arcivescono emerito di Foggia, Giuseppe Casale. In un’intervista a La Stampa, il prelato spiega di sentirsi “vicinissimo” al padre della ragazza e chiede di non proseguire “questo stucchevole can can”, perchè l’alimentazione e l’idratazione sono assimilabili a trattamenti medici e se una cura non porta alcun beneficio può essere legittimamente interrotta.

Written by Andrea Longoni

Febbraio 5, 2009 alle 9:55 am

Il Buon Senso e poi tutto il resto nei confini di Guidonia

con 2 commenti

Ho visto cosa è successo a Guidonia. Non parlo dello stupro ma del momento dopo. Quel momento in cui una folla si è messa ad aspettare fuori dalla stazione dei carabinieri quasi per linciare i colpevoli.

Non siamo animali. Abbiamo scelto di vivere sotto la legge ed è la legge che deve punire. Posso comprendere a pieno il disagio sociale, morale e intimo di quanti vivano in una zona che pare sia martoriata da quando Alemanno ha scelto di spostare i campi ai confini di Roma ma questa comprensione non arriva a dare giustificazione allo sfogo emotivo violento. Abbiamo una legge, se non ci piacciono le cose come sono, abbiamo l’opportunità di votare dall’altra parte, o anche meglio di fare politica.

Queste scene che significato hanno ? a cosa servono ?

Servono per far finta d’aver fatto qualcosa, qualcosa per sfogarsi dalla propria frustrazione.

Voglio ricordare che più del 60% degli stupri avviene fra le mura domestiche e che se davvero quelle persone fossero state in piazza contro lo stupro, avrebbero dovuto colpire molte altre persone.

Allora forse mi viene da pensare che l’Annunziata abbia ragione e che quel reato orribile che pone la donna come “oggetto” di violenze sul suo corpo, la fa diventare poi “oggetto” di una contestazione etnico-identitaria. Essere contro lo stupro vuol dire agire con politiche pubbliche che favoriscano le denunce e mettano in sicurezza le donne che denunciano. Vuol dire fare prevenzione e quindi controllare persone nel momento in cui vengono denunciate delle molestie verbali o degli atteggiamenti che paiono ossessivi. Lo stupro è un problema dell’immigrazione? No, non lo è. Più semplicemrnte vi sono dei balordi che commettono degli atti da animali e che per questo vanno puniti dalla legge, ma almeno questi vengono presi. Pensate a quanti stupratori ci sono, nascosti magari in appartamenti e vestiti costosi che non vengono presi perché non abitano in baracche. Quanti mariti, fidanzati, padri, nonni, amici di famiglia, perché questi sono i soggetti che molto più che gli sconosciuti aggrediscono le donne violentandole.

Questa è la realtà; il tentato linciaggio di Gudonia fa parte di quel buon senso che tutto è fuorché buono e senso, fatto di sentimenti etnico identitari che dividono il mondo in : noi siamo i buoni e loro i cattivi, e i cattivi devono essere eliminati. Io non abito a Guidonia, questo però ( purtroppo ) non vuol dire che Guidonia non rappresenti l’Italia.

Written by Andrea Longoni

Gennaio 31, 2009 alle 9:56 am

Lo stupro come simbolo

con 4 commenti

LUCIA ANNUNZIATA
Guardando le immagini di Guidonia, quelle in cui arrabbiatissimi abitanti del luogo cercano di linciare i romeni presunti responsabili della violenza e dello stupro di una coppia di giovani fidanzati, mi viene un dubbio: hanno vinto finalmente le donne, oppure sta vincendo una nuova forma di barbarie?

Non tanto tempo fa, penso agli Anni Ottanta, epoca modernissima di questo Paese, per far riconoscere lo stupro come reato, non contro la morale ma contro la persona (in questo caso basta citare quello del Circeo, 1975), le donne dovettero calare in massa davanti ai tribunali, incatenarsi ai pali della luce, improvvisare volantinaggi sotto i più importanti media per rompere la teoria secondo la quale ogni donna era in realtà colpevole dell’abuso sessuale che aveva subito. Oggi assistiamo invece a un’enorme reattività in difesa delle vittime di violenza.

Lo stupro e la morte della signora Reggiani prima e quello quasi immediatamente dopo di una giovane africana sono stati la materia più scottante della campagna elettorale nazionale un anno fa. Le violenze sulla coppia di Guidonia hanno portato quasi al linciaggio, mentre per il giovane che a Capodanno ha stuprato una ragazza durante una festa del Comune di Roma, un coro nazionale ha chiesto il massimo della pena, oltraggiati tutti dal fatto che un giudice (donna) gli avesse concesso «solo» gli arresti domiciliari. La nazione, insomma, sembra scossa da un’indignazione protettiva nei confronti delle donne che si può paragonare solo a quella che negli anni ha suscitato la pedofilia.

La sensibilità sociale si è evidentemente evoluta, dobbiamo concludere. O no? Forse c’è un’altra domanda che andrebbe fatta alle donne nell’attuale momento: è questo che la loro mobilitazione di anni voleva ottenere? È questo il tipo di reazione, protezione, per cui hanno lottato? Ovviamente, è meglio avere una difesa che il disprezzo; è meglio pensare di avere un padre, un marito, un fratello che mena le mani per te, e un Paese che chiede a gran voce la tua sicurezza. Ma, parlando senza arroganza, c’è qualcosa di ugualmente espropriante della persona donna in questa levata di scudi.

La prima espropriazione ha a che fare con il «tipo» di stupro che suscita proteste: si tratta inevitabilmente di quelli commessi in ambienti pubblici. L’Istat ha pubblicato una ricerca sulla base della quale le donne dai 16 ai 70 anni che in Italia hanno subito in totale violenza sono 6 milioni 743; di cui un milione e 150 mila nel 2006: di queste un milione 400 mila ragazze hanno subito violenza sessuale prima dei 16 anni. Autori della violenza? Il 69 per cento sono partner, mariti o fidanzati. Statistiche più recenti ci dicono addirittura che solo il 10 per cento degli stupri è perpetrato da stranieri. Inutile dire che per questa vasta zona grigia di crimine «in famiglia» non ci sono né proteste, né denunce: possibile che nessuno mai se ne accorga?

Ma se lo stupro fa rabbia solo quando è fatto da «stranieri», forse entriamo in un diverso campo, in cui diventa simbolo (fortissimo, ma pur sempre simbolo) di mancanza di sicurezza, di degrado dell’ambiente, e di una guerra per il controllo del territorio. Insomma, lo stupro indigna quando si carica di una battaglia più ampia di quella della difesa delle donne. Una battaglia in cui, paradossalmente, le donne si trovano di nuovo «oggetto», in quanto proprietà collettiva di un gruppo contro un altro. Una versione dello scontro globale che ritorna a livello tribale. Per chi avesse perso memoria, ricordo che anche nella ex Jugoslavia, una guerra che è stata il massimo dello scontro tribal-identitario, lo stupro femminile è stato usato come «sfregio» di un’etnia contro l’altra.

Come vedete, qualcosa di molto inquietante si accompagna sempre al corpo femminile. Su di esso inevitabilmente pare calare il destino dell’appropriazione da parte di altri. Non era certo questo per cui hanno combattuto le donne di anni fa: volevano innanzitutto la propria dignità come cittadini contro i quali ogni assalto è proibito dalla legge. Ma non credo volessero nessun taglione, nessuna vendetta. Tantomeno diventare parte di un ingranaggio così vasto, di cui alla fine si rimane comunque ostaggi.

Tratto da La Stampa

Written by Andrea Longoni

Gennaio 29, 2009 alle 10:17 pm

Primarie per la Provincia di Monza e Brianza

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Arriveranno sicuramente notizie più complete ma per ora posso dare la splendida notizia che faremo le primarie anche per eleggere i consiglieri provinciali. La Circoscrizione di chi abita vicino a me sarà : Veduggio,Briosco,Renate e Verano.
Siccome saranno i circoli ad organizzarle, posso garantire che non vi saranno cooptazioni, nè dictat dall’alto. Insomma, finalmente primarie VERE!

Written by Andrea Longoni

Gennaio 29, 2009 alle 4:48 pm

Lucy in the Sky with Diamonds – LSD by The Beatles

con 3 commenti

Una canzone che considero fra le più belle dei Beatles , con un video meraviglioso che vi propongo :

Testo Originale

The Beatles – Lucy in the sky with diamonds

Picture yourself in a boat on a river
With tangerine trees and marmalade skies.
Somebody calls you, you answer quite slowly,
A girl with caleidoscope eyes.

Cellophane flowers of yellow and green
Towering over your head.
Look for the girl with the sun in her eyes
And she’s gone.

Chorus:
Lucy in the sky with diamonds
Lucy in the sky with diamonds
Lucy in the sky with diamonds, ah, ah

Follow her downto a bridge by the fountain
where rocking horse people eat marshmallow pies.
Everyone smiles as you drift past the flowers
That grow so incredibly high.

Newspaper taxis appear on the shore
Waiting to take you away
Climb in the back with your head in the clouds
And you’re gone.

Chorus

Picture yourself on a train in a station
With plasticine porters with looking glass ties,
Suddenly someone is there at the turnstile,
The girl with caleidoscope eyes.

Chorus

Traduzione

Lucy Nel Cielo Con I Diamanti 

 

Immaginati in una barca su un fiume
Con degli alberi di mandarino e cieli di marmellata
Qualcuno ti chiama, tu rispondi abbastanza lentamente
Una ragazza con gli occhi di caleidoscopio.

Fiori di cellofan di giallo e verde
Sovrastano la tua testa.
Cerca la ragazza con il sole negli occhi*
Ed è andata.

Lucy nel cielo con i diamanti (diamanti).
Lucy nel cielo con i diamanti (diamanti).
Lucy nel cielo con i diamanti (diamanti).
Ah…ah…

Seguila laggiù ad un ponte accanto ad una fontana.
Dove persone come cavalli a dondolo mangiano torte di marshmallow
Ognuno sorride mentre si apre un varco tra i fiori
Che crescono incredibilmente alti.
Un taxi fatto di giornali appare sulla spiaggia
Aspetta per portarti via.
Tu ci sali con la testa tra le nuvole.
E parti.

Lucy nel cielo con i diamanti (diamanti).
Lucy nel cielo con i diamanti (diamanti).
Lucy nel cielo con i diamanti (diamanti).
Ah…ah…

Immaginati su un treno in una stazione
Con facchini di plastilina e cravatte che sembrano di vetro
Improvvisamente ecco qualcuno al cancelletto girevole
La ragazza con gli occhi di caleidoscopio.

Lucy nel cielo con i diamanti (diamanti).
Lucy nel cielo con i diamanti (diamanti).
Lucy nel cielo con i diamanti (diamanti).
Ah…ah…

Written by Andrea Longoni

Gennaio 29, 2009 alle 9:40 am

Pubblicato in Liv'inCulture

Il fascismo dall’altra parte / la sinistra che rovina la sinistra

con un commento

Se il fascismo contemporaneo è,come l’ho definito nella pagina”voglio essere libero”,uno stile con cui ci si approccia alla vita pubblica e non solo un’ideologia vetusta e malefica, allora spesso i centri sociali sono agiscono da fascisti. Questo è il caso di chi, incapace di agire per vie pacifiche e legali, vuole comunque imporre la propria idea agli altri, senza discuterla nel merito, semplicemente arrogandosi il diritto di parlare per l’umanità intera e agendo con atti di forza. Questa non è democrazia. Atti democratici sono quelli posti in essere per convincere le persone delle proprie idee. Esigono creatività, voglia di costruire, disponibilità a discutere, a fare causa, a fare scioperi e sit in, mostre e tutto ciò che può venire in mente. Invece quì usano mangnelli e olio di ricino.

Questi metodi adottati da sinistra mi schifano due volte, perché vanno a significare che la creatività e la voglia di costruire sono state spazzate via dalla volontà di distruggere. Spero che questo cambi, altrimenti è meglio che la smettano di dirsi di sinistra.

Written by Andrea Longoni

Gennaio 28, 2009 alle 9:28 am

Blitz dei carabinieri ad Artefiera: denunciato un artista

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Una scena da fine anni ‘60. I tempi in cui i pretori d’assalto provvedevano a sequestrare da edicole e cinema, i prodotti considerati offensivi per la pubblica morale. Si accanivano su tipologie diversissime da “Le Ore” a “Poveri ma belli” senza dimenticare naturalmente, “Ultimo Tango a Parigi”. Oltre centomila pratiche istruite. Molte delle quali con successo. Lo stravolgimento dell’articolo 21, la sua manipolazione. Dopo le cupe commissioni preventive dell’epoca giolittiana, a sancire, nell’Italia repubblicana, il divieto a «tutti gli spettacoli e le manifestazioni contrarie al buon costume», arrivavano le sirene spiegate. Distruggere, ecco l’obbiettivo. Non lasciare traccia di un’arte impura, di un esempio cattivo, disdicevole. I pretori avvertivano la forza pubblica e disponevano che le copie andassero al macero. In qualche caso, Bertolucci insegna, perseguivano l’autore, fino a togliergli il diritto di voto. La storia si ripete. Stamattina, a Bologna, mentre gli artisti di Artefiera iniziavano a smontare le installazioni (la manifestazione si era conclusa luned’ pomeriggio alle 17) e gli stand sgombravano il campo, si sono fatti avanti i carabinieri. Con i pennacchi e con le armi, come in quella vecchia canzone. Il pericolo pubblico da additare al ludibrio, si chiama Federico Solmi, ha 35 anni ed è di Bologna. Nelle sue creazioni il barocco si mischia a suggestioni provenienti da Bosch e Pettibon, nel contesto di un mondo caotico, eccessivo, dove chiesa e politica vengono trasfigurati in tratti volutamente burleschi. Solmi ha esposto in musei come il Drawing Center di New York , il Victoria Memorial Museum a Calcutta, il Palazzo delle Arti di Napoli, e il Centro di Arte Contemporanea, Espace Croise di Rouboix, in Francia. Qualche critico l’ha paragonato a Basquiat, Sky gli ha dedicato un documentario di un’ora. Nonostante gli allori, I CC sono stati inflessibili. La colpa? Aver scelto il papa (uno qualsiasi, non Joseph Ratzinger) come soggetto di un’opera alta cinquanta centimetri, dipinta su una croce in legno, con l’aggiunta di un’appendice colorata che gli spunta dal grembo. Dev’essere stata quella, a far pendere dal lato sbagliato, la bilancia per Selmi che insieme ai responsabili di “Not Gallery”, la galleria d’arte napoletana che aveva esposto il crocifisso ad Artefiera, si è ritrovato indagato con l’accusa di “offesa a una confessione religiosa mediante vilipendio” e nel pomeriggio alle prese con un nuovo capo di imputazione: “esposizione di oggetti osceni”, emesso dal capo della procura bolognese Luigi Persico. La vicenda non migliorerà i rapporti già tesi di Solmi con l’Italia. Solo pochi mesi fa, l’artista dichiarava: «Con il mio paese ho un liaison complicata, tutto è esasperato, equivocato. Le offerte più interessanti mi arrivano dall’estero». Nessun commento e prudenza da parte dai responsabili di Artefiera: “Dobbiamo ancora capire cosa è successo”, dicono. I tempi sono questi. Lo scorso agosto, la pruderie spinse il Consiglio dei Ministri ad ammorbidire ( e deturpare con un improvvido intervento) un capolavoro settecentesco di Giambattista Tiepolo, “La verità svelata dal tempo” suggerito a Berlusconi dal consulente Mario Catalano, lo scenografo di Colpo Grosso (sic). Il motivo? Il seno della giovane donna seduto su un tappeto di nubi accanto al globo terrestre, poteva disturbare le coscienze. La decisione di coprirlo, a detta del portavoce Paolo Bonaiuti, era stata «un’iniziativa di coloro che nello staff del presidente Berlusconi provvedono alla cura della sua immagine». Chi ha paura della libertà di espressione?

Articolo de “l’Unità” 27 gennaio 2009 di Marco Pagani

Written by Andrea Longoni

Gennaio 28, 2009 alle 12:12 am

Pubblicato in Liv'inCulture

Io Ricordo

con 2 commenti

Devo ringraziare Mamma e Papà, perché un giorno, quando ero ancora bambino e andavo alle scuole elementari, durante una vacanza in Germania, mi portarono a visitare il campo di concentramento di Dacao. Era unpomeriggio di inizio primavera e ricordo tutto. Ricordo i colori degli alberi e delle baracche ricostruite e appena imbiancate. Ricordo il profumo di nuovo e la strada di sassolini grigi. Ricordo le foto scattate dall’esercito di liberazione a quelle persone che Primo Levi si chiedeva se si potesse chiamarli uomini. Mi ricordo i forni e ancora mi vengono i brividi. Mi ricordo che io, da bambino, avevo provato dolore e ancora oggi, quando ci penso, inorridisco.

Erano uomini ed erano donne, prima ancora che gli aggettivi che li hanno condannati all’inferno in terra.

Non verranno dimenticati.

Se diventerò consigliere comunale mi impegnerò affinché si porti avanti un progetto che già in altre città a preso piede. Portando i ragazzi nei campi di sterminio per fargli vedere con i loro occhi ciò che è stato fatto da mani umane.

Di seguito vi propongo otto sezioni del documento originale che fu mostrato durante il processo di Norimberga. Io non li ho visti tutti, e a dire la verità non risco a finirne uno; Spero che chiunque schiacci play abbia la forza di piangere e magari di sentirsi torcere lo stomaco. Non preoccupatevi se vi sentite male perché Noi siamo uomini.

*l’ottava parte del filmato è mancante

Ricordare quanto successo è nostro dovere, nonché un diritto che dobbiamo a tutti quegli uomini e quelle donne massacrati nei campi di sterminio.

Written by Andrea Longoni

Gennaio 27, 2009 alle 12:33 am

Pubblicato in Liv'inCulture

Omicidio di Stato ?

con un commento

tratto dal blog : voglio scendere di Marco Travaglio,Corrias e Gomez

Written by Andrea Longoni

Gennaio 19, 2009 alle 7:41 pm

Pubblicato in Liv'inCulture

La storia di Hurricane ( da link a consiglio di vedere )

con 5 commenti

La storia di Hurricane ci fa vedere quanto diversamente pesiamo le azioni delle persone in base alla razza e anche quante volte ci capita di sbagliare. Hurricane passò anni in carcere solo perché era nero e quindi colpevole. Vorrei che non capitasse ma capita ancora.

Quì sotto invece riporto la bellissima ballata scritta da Bob Dylan :

Testo e traduzione li ho messi nei commenti per motivi di lunghezza.

Written by Andrea Longoni

Gennaio 11, 2009 alle 12:07 pm

Pubblicato in Liv'inCulture

Pillole contro la diarrea

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non capisco per quale motivo certe persone non passono fare a meno di offendere. Quando su facebook mi arrivano degli inviti che non gradisco, semplicemente li scarto; oppure faccio finta di niente. C’è chi invece sente l’impulso di scrivere offese. Come se fosse una forma di diarrea verbale. Mi hanno insegnato ( e ho avut dei gran maestri ) che democrazia vuol dire esprimere la propria opinione ma si presume che l’opinione sia argomentata in modo razionale. Altrimenti si è semplicemente dei fascisti .

* Il significato che attribuisco alla paroa fascismo è scritto nella pagina “voglio essere libero”.

Written by Andrea Longoni

Gennaio 9, 2009 alle 10:16 am

Pubblicato in Liv'inCulture, Longaforismi

è il rimorso di non poter far nulla. Una lacrima e un pò di vergogna

con 2 commenti

Sta succedendo ancora. Missili, proiettili, esplosioni, carriarmati, bombardamenti. Morti.
Israele attacca e il nostro governo è indifferente e provo una grande vergogna.
Intendiamoci, io non sto con quei bastardi che gettano missili Quassam sui civili israeliani, sono solo per la Pace.
Ritengo che Israele abbia commesso un gravissimo errore strategico e politico, quello che otterrà sarà un aumento dell’odio in Palestina e anche quando le bombe israeliane si saranno fermate, non ci saranno vincitori : solo vittime palestinesi e nuovi uomini e nuove donne pronte al martirio, spinte dalla vendetta, spinte dal bisogno di fare qualcosa per quel figlio morto bruciato dal fosforo bianco, reso monco dalle bombe, accecato dai proiettili, per quel padre, quella madre, quel fratello o quella sorella. Spinti da una nuova solitudine che chiama il sangue per lavarsi del sangue dei propri cari.
Come poter non comprendere questo motore che ormai è rimasto sola premessa ad ogni omicidio ?
Chi si ricorda da dove tutto questo è cominciao ? nessuno, nemmeno i libri di storia.
 
Spendiamo tanto tempo a riempirci la bocca di parole svuotate : Pace, Amore, Dio, Pietà, Libertà; eppure non siamo mai capaci di resistere quando il male ci chiama, siamo sempre prontia pronarci al suo appello in nome di una nostra supposta superiorità. Siamo noi quelli dalla parte della Ragione, anche se è facile regredire ad animali quando non si accetta la sfida della morte di Dio.
 
Dal libro dei Proverbi (6 vv 16-21) :
 
sei cose il Signore detesta,
 e non può assolutamente sopportare :
uno sguardo superbo,
una lingua bugiarda,
mani che uccidono gli innocenti,
una mente che fa progetti malvagi,
testimoni che dicono il falso,
anzi, una settima egli odia ancora di più : chi
   provoca liti tra i fratelli.
 
 
Questi versi sono comuni all’ebraismo, al cristianesimo e all’islam e che siano in molti quelli che li leggono, li ascoltano, li ripetono nulla cambia, perché in pochi sono disposti ad assumerne il valore.
 
Dante dava agli Ignavi il posto più schifoso dell’aldilà, un posto che persino satana di era rifiutato di comandare. Il nostro governo sta prendendo la via del non assumere posizioni. Dicendo che Israele ha il diritto di difendersi infatti può non assumersi la responsabilità umana e politica di provare a risolvere questo conflitto, lasciando Israele e la Palestina isolati. Questo è molto più semplice che non fare ciò che fecero D’Alema e Prodi nella misione in Libano.
Eravamo fra i pochi stati in cui la frase : “due popoi, due stati” veniva pronunciata da entrambi i capi del parlamento. Muore così uno dei pochi punti di contatto fra destra e snistra, o almeno così è da parte del governo.
 
Sono un realista e non mi sento di dire che la guerra è sempre ingiusta, anche se ci sono sempre dei morti. Mi sento però di dire che esistono diversi tipi di guerre e che questa è una di quelle Inutili, dannose e pericolose per i fini che andrà, col tempo, a proporsi. Non conoscendo i nomi e i cognomi del nemico,l’unico fine che ci si può porre è l’annientamento. Triste scelta per un popolo la cui sorte sarebbe potuta essere la stessa non meno di sessant’anni fa. L’alternativa a questo è semplicemente il nulla, l’abbandonare le cose così come sono; il che genererebbe comunque una reazione violenta da parte dei Palestinesi.
 
Dobbiamo ringraziare solo che non c’è una volontà politica da parte delle nazioni medio-orientali di intervenire, altrimenti quello che sta acadendo a Gaza potrebbe divenire una guerra mondiale con epicentro in medio-oriente, ma che ci trascinerebbe tutti in un vortice di interessi, Europa (e n è dett oche resti unita ), Cina, Russia e USa compresi; ognuno per la difesa dei propri interessi e spinti dalle loro lobby.
 
Noi non possiamo fare molto, se non scendere in piazza, contribuire racogliendo fondi, informandoci e sensibilizzando su quanto sta accadendo.
A tal fine vi dò due link www.islamic-relif.it , http://www.infopal.it/index.php .
 
Speriamo che anche questi giorni finiscano e che questo anno possa cominciare con la fine di questa guerra e , speranza forse folle, che si arriverà un giorno ad avere due Stati per i due popoli ed un unica e pacifica convivenza.

Written by Andrea Longoni

Gennaio 6, 2009 alle 3:26 pm

Cinefili Cinofili o comunque gente da strapazzo

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questo è un post che esula un pò dai soliti argomenti ma credo sia sufficientemente interessante da poter bypassare la mia smania di politica a tutti i costi ;) – suppongo col ringraziamento di molti – Comunque, stanco della televisione e non interessato a pagare abbonamenti e pay per view mi sono da sempre adoperato per cercare un metodo, diciamo così, “alternativo”per guardarmi i film.

Usavo scaricare col mulo ma la cosa non mi è mai piaciuta; il pc si becca un sacco di virus, ci si mette molto tempo e diciamo che la cosa non è esattamente legale, il che (ebbene sì) mi ha sempre disturbato un pò, tanto che alla fine ho smesso di scaricare e il risultato è stato che ho smesso di guardarmi film o me li facevo prestare. La cosa non mi è pesata per un bel pò, visto che in un senso o nell’altro avevo sempre un sacco di cose da fare ma durante queste vacanze (non volendo fare altro che dedicarmi nella nobile arte di non fare un zoca da mattina a sera), sono andato alla ricerca di metodi alternativi e, ahimé, li ho trovati.

Due siti internet, il primo,italiano, www.animedb.tv , e un secondo in inglese, www.surfthechannel.com . Entrambi permettono di cercare e vedere film e telefilm gratuitamente, con una buona risoluzione video, quando si vuole e legalmente ( o forse sarebbe meglio dire “non illegalmente”, in quanto in realtà è un modo per eludere la legge ).

Immaginate di tornare a casa dopo una giornataccia;  fuori piove e fa freddo e chissà perché ma il mondo sembra proprio avercela con voi. Avete fatto incazzare il migliore amico, la fidanzata ha voglia di fare la preziosa ma non voi non avete voglia di assecondarla.  Aprite il frigo ed è più vuoto delle frasi di pietà sull’africa di un broker finanziario e nella dispensa non c’è nemmeno la cioccolata della cameo ( perché se non è cameo si sa che la casa non si riempe di gente ). Ma soprattutto, oggi, proprio oggi, è LUNEDI’, il giorno maledetto dal diavolo in cui se riesci a trovare qualcuno con cui uscire hai la certezza matematica che tutti i pub della zona saranno chiusi.

Lo stesso compagno Lenin in una serata del genere si sarebbe posto la domanda : “Che Fare ? “

E io, che come compagno sono un pò più liberal e meno ostico alla tecnologia, anziché proporre una rivoluzione proletaria vi invito a seguire questa ricetta : Birra, qualche sana schifezza nostrata ( tipo pane e salame o varianti ) e www.animedb.tv o www.surfthechannel.com per spararvi un film  .

Forse non ti rallegrano la vita ma almeno un buon film ti deconcentra dalle sfighe di oggi e ti preserva ( almeno per un pò ) dal pensiero delle sfighe di domani.

Take your time

Written by Andrea Longoni

Gennaio 4, 2009 alle 11:06 pm

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L’accusa del presidente della provincia di Milano:

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Articolo tratto dal Corriere della Sera on line :                  

«Malpensa uccisa da Cai. La Lega
faccia qualcosa, come promesso»
Penati: «Chi era contro il piano di vendita a Air France ora sostiene un piano che farà morire lo scalo»
MILANO – «Questo piano Alitalia ha ucciso Malpensa nel silenzio generale del mondo economico, finanziario e imprenditoriale». Filippo Penati, presidente della Provincia di Milano, va all’attacco del piano di Cai che comincia essere delineato e dovrebbe prevedere un’intesa con Air France e una riduzione di voli su quello che una volta qualcuno chiamava «hub», ovvero l’aeroporto di Malpensa. Ma più che contro la nuova Alitalia, Penati si scatena contro chi aveva giurato di voler difendere gli interessi del sistema aeroportuale di Milano: imprenditori, la Lega e il governo berlusconi.

CAPITALE – «Non più di dieci -undici mesi fa – afferma Penati – il gotha della finanza e dell’economa milanese, da Diana Bracco a Emma Marcegaglia, da Assolombarda a Banca Intesa, dalla Camera di Commercio fino a Marco Tronchetti Provera si erano spesi più volte in opposizione al Governo Prodi contro l’ipotesi di ridimensionamento di Malpensa. Ora hanno tradito il Nord abbandonando al suo triste destino Malpensa, in cambio, per molti di loro, di una ben più interessante partecipazione in Cai. Hanno così dimostrato, ancora una volta, che il grande capitale se ne frega delle esigenze dei territori e delle comunità e va dove trova maggior interesse. In questo caso – continua Penati – ha preferito investire in Cai, anzichè investire su Malpensa, lasciando solo il sistema economico-produttivo delle piccole medie imprese, che dal pesante ridimensionamento di Malpensa è fortemente penalizzato».

APPELLO ALLA LEGA – «La Lega aveva promesso – aggiunge Penati – che il Governo sarebbe venuto a Malpensa. Il Governo non solo tace sullo scalo lombardo, ma non ha nemmeno mosso un dito per la liberalizzazione delle rotte di volo. C’è bisogno di una forte iniziativa politica – conclude Penati – e per questo faccio appello alla Lega, affinchè si convinca finalmente a unire le forze a difesa di Malpensa, tradita dalla logica degli affari del grande capitale del nord e dal governo Berlusconi».

Written by Andrea Longoni

Gennaio 3, 2009 alle 12:15 am

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Lettera a un’Amica

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spesso mi trovo ad ascoltare e parlare con tante persone, tante persone che si dicono diverse; Ognuna che vanta la sua particolarità, i suoi valori, le sue idee. Chi si dice Pinco e chi Pallino. Sventolano bandiere ideologiche, come se contassero davvero qualcosa, come se rafforzassero la loro identità. E via con il festival degli slogan.
Parole potenti, frasi potenti. Riempiono le loro bocche di sentimentalismi crudi e crudeli. Parlano di macellerie messicane come se fossero episodi giusti, non perché ne siano convinti, solo per il gusto della scena o della coerenza ideologica. Troppo difficile darsi degli imbecilli. Così si affacciano in pubblica piazza con pubblica voce pomposaggini fine ottocentesche : Marxisti-Leninisti, Comunisti della Prima, della Seconda, della Terza e Quarta Internazionale; fascisti della Prima o dell’Ultima ora; figli, nipoti o lontani parenti di una lupa un pò stanca di essere tirata in ballo; Skinhead nazi-fascisti,nazi-comunisti,o nazi in salsa semblice;Cattolici integralisti,Ebrei integralisti, Islamici integralisti, Indù integralisti, biscotti integrali per stitici integralisti; Anarchici, anarco-insurrezionalisti,anarco comunisti, anarco-fascisti ( esistono? No, ma almeno è simpatico ); grilliani, Dipietristi, veltroniani,dalemiani,lettiani,bindiani,prodiani,prodi democratici (pochi ma esistenti), berlusconiani, finiani, bossiani, socialisti di destra, socialisti di sinistra, destrorsi di destra e sinistrorsi di sinistra o semblicemente centristi. Falci,martelli,croci,svastiche,bandiere bicolor, coni, coni gelato, coni gelato per tutti!
Violenza!violenza!violenza! Violenza in pubblica piazza come in arena privata. Aaaahhh, caro vecchio colosseo, quanti gladiatori per i latini!
Così ognuno fa a gara a chi la spara più grossa, come ragazzini col righello, e tutti fanno gruppo e parlano per masse. Di quali masse parlino, ancora non l’ho capito ma la massa, si sà, fa figo ;)
Non siamo capaci di parlare come singoli, perché il singolo è solo, la massa è tanti; allo stesso modo non parliano del singolo, perché il singolo è solo, la massa è tanti e .. bé, il minestrone di slogan è più facile da imparare (pensate ad avere uno slogan per ogni persona, se anziché direi cinesi ammazzano i mercati dovessimo dirne una per ogni cinese, fiuuuuu… faccio fatica solo a pensarci ).

Cara amica mia mi annoio. Abbiamo passato metà del mille e novecento a darci etichette, cinque anni a cercare di togliercele, altri quarantacinque a rimettercele e ora, non siamo capaci di non darci identità “politiche”collettive ( scusate le virgolette ma per politica intendo ben altro).
Ma poi, in fondo, si può sapere da che cazzo di parte stiamo? ma poi, la parte conta qualcosa ? ma poi, la parte, esiste per davvero ?
Quando sono nato mi diedero il nome maledetto di Andrea ( nome androgino, all’estero mi prendono tutti per il culo, ma almeno è il mio  ), non mi hanno chiamato Marxista-Leninista-comunista-della-terza-internazionale-fascista-in-zona-cesarini-demo-veltroniano-pro-nanomalefico-idv-doppio-cono-in-salsa-semplice e qualunquista di cognome. Cioè, che palle! Ho un nome, un cognome e un’identità abbastanza forte per avere un pensiero autonomo. E comincio a chiedermi dove siano finiti tutti quelli che parlavano di individuo; no, perché ora parlano tutti di masse per masse e come masse?  Sono diventati tutti Liberal-Marxisti o qualcosa del genere ?…. Bah! Valli a capire.

Ho una tessera, ebbene sì, ho la tessera del Partito Democratico ( non odiatemi per questo, mi fa già un pò male ); purtroppo sono uno di quelli che crede nei partiti come strumenti per i cittadini (lo so, sembra una battuta). Credo anche agli orientamenti di valori. Credo addirittura che i gruppi siano fatti di individui pensanti (più o meno). Sono democratico, ma non mi chiamo partito democratico, mi chiamo Andrea Longoni e al massimo posso definirmi longoniano.

Cara amica, ti faccio un invito, la prossima volta che ti incazzi con un marocchino, dagli del coglione, non dirgli musulmano di merda; perché pure per diventare coglioni ci vuole tempo e non toglierei la responsabilità dell’idiozia a nessuno, nemmeno se questi lo vuole. Lo stesso ragionamento vorrei che lo facessi per tutti, sono le persone che hanno pregi e difetti, che agiscono, parlano, pensano come individui, poco conta se fanno parte di un gruppo più o meno forte; altrimenti la responsabilità individuale diventa carta igenica indegna della nostra cacca e noi, diventiamo dei bambini che autorità superiori devono curare, perché incapaci di essere autonomi .

Lo so, lo so, è più semplice così, ma non vuoi anche te essere Libera ?

Liberiamoci delle etichette, cominciamo a pensare .

P.S.

Spero che passi un buon Capodanno e che leggendo questa lettera ti metterai a pensare

Written by Andrea Longoni

Dicembre 29, 2008 alle 10:13 am

Questa è la mia favola di Natale preferita :D

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Anche se la verione dei Muppets è a un livello di figaggine di poco inferiore

Written by Andrea Longoni

Dicembre 24, 2008 alle 9:38 pm

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Merry Christmas

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Written by Andrea Longoni

Dicembre 24, 2008 alle 9:10 am

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Il Cielo Stellato Sopra di Me, la Legge Morale in ME

con 2 commenti

La dichiarazione universale dei diritti dell’uomo è l’orizzonte sognato, lo sfondo di una foto, ma gli orizzonti sono fatti per essere raggiunti.

*(la frase del titolo è una citazione dell’epitaffio di Kant)                                                                                                       **in qesti link ladichiarzione dei diritti umani in Italiano,  Inglese e Francese

Written by Andrea Longoni

Dicembre 12, 2008 alle 9:37 am

Pubblicato in Liv'inCulture, Longaforismi

Il Bacio Rubato

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Un caso che farà discutere. E che farà nascere nuove polemiche sull’uso della censura nei programmi tv. Anche se al momento a indignarsi è principalmente Aurelio Mancuso, presidente nazionale di Arcigay che chiede: «Vogliamo sapere chi ha deciso di trasmettere ieri sera su Rai Due i Segreti di Brokeback Mountain, film che ha vinto il Leone d’Oro del 2005, 3 Oscar, 4 Golden Globe, con vistosi tagli da censura anni ‘50. Chi si è permesso di pensare che il pubblico adulto non avrebbe potuto sopportare i baci e le effusioni tra due uomini?»

Come se l’omosessualità fosse una medusa che se guardata negli occhi contamina.

Che piaccia o non piaccia questa scena, proprio non capisco perché non dovrebbe essere fatta vedere. Nel caso si fosse tagliato perché poteva esserci un pubblico di minori … bé, delle due l’una : o si tagliano tutte quelle scene di sesso o di allusione che si vedono in televisione, comprese tette e culi al vento ( icona della televisione libera mediaset, nonché felice importazione RAI ), oppure si lascia ai genitori la responsabilità di giudicare se un dato film (o un programma ) sia o meno opportuno per i propri figli. La censura è una privazione, per altro imbecille perché legata più a fattori economici che non educativi; altrimenti, mi ripeto,di tette e culi ad ora pasti non ce ne sarebbero.

Se dopo questo video ti è venuta voglia di avere un rapporto omosessuale … bé … non credo proprio sia colpa del film

Written by Andrea Longoni

Dicembre 10, 2008 alle 9:38 am

Ci sono articoli che restano

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nei giornali, come questo pubblicaso sul Corriere della Sera il 5 agosto 2008 :

«In Italia più morti bianche che omicidi»

Questo il titolo.

È questo l’allarme che lancia il Censis, specificando che nel 2007 le morti legate al lavoro nel nostro Paese sono state 1.170, che vuol dire che muoiono 3,2 presone ogni giorno. Questo dato non include i decessi per le conseguenze del lavoro, come le persone che si sono prese il canro respirando l’amianto o le vernici col piombo, e mille altre (pare che se venissero incluse queste, il numero salirebbe a 5000, ovvero 13,7 persone ogni giorno; questa è una stima imprecisa ma anche impressionante ).

 Nel 2006, in Italia, i decessi sulle strade sono stati 5.669, un dato che supera di gran lunga quello registrato in altri Paesi europei. 15,3 persone ogni giorno muoiono per le strade.

Il numero degli omicidi in Italia continua a diminuire. In base ai dati delle fonti ufficiali disponibili elaborati dal Censis, sono passati da 1.042 casi nel 1995 a 818 nel 2000, fino a 663 nel 2006 (-36,4% in 11 anni). Di omicidio muoiono 1,7 persone ogni giorno.

Su questo Link, un articolo di Repubblica sullo stupro e su altri crimini minori . Sarebbero 13 al giorno le vittime di stupro ma i dati sono incerti in quanto è bassa la percentuale di denunce.

Nell’anno 2008 ogni giorno in Iraq muoiono 10 persone per attacchi suicidi e 14 per armi da fuoco o esecuzoni.

Non so come commentare le cifre … forse …. sì. Quante persone potrebbero essere vive se solo facessimo un pò più di controlli, se i governi non tagliassero i fondi alle forze dell’ordine e agli ispettori del lavoro e dell’asl. Quante persone sarebbero vive, se si aumentassero i mezzi pubblici serali e notturni e non si fosse obbligati ad usare la macchina, almeno in città ? Quanto poco è lungimirante la politica italiana e quanto è troppo attaccata a facili presentismi! 

Soprattutto, Non Si Può Morire Di Lavoro!

Written by Andrea Longoni

Dicembre 6, 2008 alle 8:29 am

Ho un problema, anzi due :

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il primo è che io ho cominciato questo blog con l’idea di non parlare del nanomalefico; solo che … cioè, come faccio a non parlare di una persona che dice queste cose quì?!

e il secondo è proprio questa cosa quì : E il premier «lancia» il dvd su Craxi «Andrebbe proiettato nelle scuole» «Vittima di una falsa rivoluzione». Dvd fatto dalla figlia che pare dica la “verità” su mani-pulite;  ma non la verità che prende atto dell’occupazione di cariche e degli affari sporchi da parte della politica. Una più romantico-decadentista, di un eroe incompreso che è morto in esilio (chissà se diranno anche che era scappato perché se fosse tornato sarebbe finito in carcere ). Capisco l’amore di Silvio per Craxi, visto che è grazie a Lui che fece i soldi, e capisco anche l’amore dei socialisti traghettati in forza italia proprio perché craxiani (ad esempio : Tremonti, Brunetta, Boniver, Stefania Craxi-la figlia-, Frattini, Cicchitto …. et alter … ), quello che non capisco è il bisogno di far finta che i difetti non ci fossero stati. Potrebbe essere una bella lezione, per dire che la Giustizia funziona anche contr oi potenti, ma del resto la verità non è ciò che è successo ma ciò che si dice che sia successo.

Written by Andrea Longoni

Dicembre 5, 2008 alle 9:14 am

Pubblicato in Liv'inCulture

Green is Out – Il verde è il fucsia di almeno due anni fa!

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Nel pieno del mio affanno anti-ecologico, nonché fannulleggiamento, giravo su internet sperando che qualche albero in meno sarebbe sopravvissuto ad ogni file scaricato quando, arrivando su faccia-libro che mi trovo ? La cara Ilaria che persevera e mi invia un gioco Green.

Essendo io nato in una famiglia da sempre politicamente impegnata, non potevo permetterle di perseverare nell’errore, così l’ho contattata si Messanger :

Longo scrive: o Ilaria, sei fuori moda

Ily Online col nuovo Notebook! scrive:o longo!

Longo scrive: tu continui a propormi eventi green

Ily Online col nuovo Notebook! scrive: x’ sn fuori moda?

Longo scrive: ma non lo sai che ormai tira l’inquinamento ambientale a ppalla

oramai ci vantiamo di quanto si contribuisce all’effetto serra

Ily Online col nuovo Notebook! scrive: …

Longo scrive: certo, è un vanto internazione , pardòn internazionale

Ily Online col nuovo Notebook! scrive: nn capisco a cosa miri

Longo scrive: io, al mare in Brianza

Ily Online col nuovo Notebook! scrive: ….. stai bene andre?

Longo scrive: non è questione di stare bene o stare male

Longo scrive: è questione di adeguarsi e comprare il costume da bagno

Ily Online col nuovo Notebook! scrive: beh il costume ce l’ho… ma tu mi fai paura

Longo scrive: allora ti devi solo adeguare ti faccio un esempio ti ricordi Magdi Allam ?  nato in Egitto, musulmano di nascita, arriva in Italia si adegua attacca la religione islamica, si fa cristiano

Ily Online col nuovo Notebook! scrive: si..

Longo scrive: e adesso fonda un partito : Protagonisti per l’Europa Cristiana capisci che cosa meravigliosa questa è la democrazia non è importante da dove arrivi o che cosa vuoi della tua vita, l’importante :

è adeguarsi

 

Sarò riuscito a convincerla dell’errore ? sarò riuscito a fare ammettere alla sua coscienza che il Mare e un clima tropical  in Brianza valgono ben più che qualche albero e qualche animale in via d’estinzione ?

Queste domande resteranno senza risposta ma almeno io posso dire I CARE. Sii anti-ecologista, Lotta anche Tu per il Mare in Brianza, Contro l’ECOLOGISMO SELVAGGIO.

P.S. Continuo a ringraziare il presidente per questa nuova notizia anti-ecologista.

Written by Andrea Longoni

Novembre 30, 2008 alle 4:13 pm

Mater Semper Certa, Pater Numquam … ?

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Per molti anni, sin dai romani ( non quei de Roma, quelli un pò più antichi), e forse anche un pò prima, aleggiava nel popolar vociare questo saggio detto : si sa sempre se il figlio è della madre ma del padre non si può esser certi. Ma ecco che il Leader della lega sbeffeggia il detto e il ridetto e l’acquisito rilegandolo a vile maldicenza portando a prova il figlio che, innegabilmente, è proprio figlio di suo padre .

Written by Andrea Longoni

Novembre 29, 2008 alle 7:43 pm

Pubblicato in Liv'inCulture

E fu così che Tonino ne sparò una veramente bella :

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 «L’Abruzzo al Pdl? Come avere Dracula nel pronto soccorso» :

Antonio Di Pietro insiste: «Silvio Berlusconi è un corruttore politico e il candidato Pdl in Abruzzo applica il “modello berlusconiano di governo” che paga il consenso attraverso il vecchio metodo della lottizzazione politica elettorale: una scarpa oggi e una dopo le elezioni, riducendo i cittadini a sudditi. O fai parte del gruppo di potere o non ti toccano nemmeno le briciole.

CaroTonino (da leggersi attaccato, altrimenti non è divertente) , ce lo siamo detto e ridetto, oramai lo si sa. Insomma eccheppalle!

P.S. Mazza che brutta ’sta foto!

Written by Andrea Longoni

Novembre 28, 2008 alle 9:23 pm

Pubblicato in Liv'inCulture

la chiamavano “la più grande democrazia del mondo”

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Sarebbe forse meglio non usare parole quando queste sono così evidentemente prive di significato :

Fonte : Corriere della Sera

Manish è stato preso mentre andava a scuola. È stato picchiato, bastonato, portato per le strade del villaggio con la testa rasata, e poi gettato sotto un treno, sotto gli occhi della madre. E tutto questo perché Manish Kumar, 15 anni, aveva osato scrivere una lettera d’amore a una ragazzina di una casta diversa dalla sua. Rompendo una regola che, seppure ufficialmente abolita, continua a esistere – e a uccidere – in India.

GUERRA TRA «INTOCCABILI» – L’omicidio è avvenuto giovedì a Patna, uno dei villaggi del poverissimo stato del Bihar, nell’est del Paese. La polizia – spiega alla Reuters il sovrintendente del distretto di Kaimur, Rajesh Kumar – ha arrestato sei uomini e sospeso un agente, incapace di impedire il massacro. Incapace di impedire che la madre del ragazzo, Lalit Devi, osservasse «inerme le ruote del treno che lo uccidevano, mentre chiedevo pietà», come la donna ha detto in caserma. Il ragazzino apparteneva ai Ravidas, una delle molte suddivisioni della casta dei Dalit, gli «intoccabili». Storicamente i Ravidas lavorano come conciatori – un’occupazione che in India, dove la mucca è animale sacro, viene considerata impura. Per questo, pur essendo come i Ravidas «intoccabili», i Dhobi – il gruppo cui appartiene la ragazza di cui Marish si era innamorato, gruppo storicamente dedito alla tintoria – sono una sottocasta superiore. Per questo una semplice lettera d’amore, spedita ad agosto ma scoperta pochi giorni fa dai genitori, è un affronto intollerabile. Da lavare col sangue.

Written by Andrea Longoni

Novembre 23, 2008 alle 4:44 pm

Pubblicato in Liv'inCulture

Ci mancava qualcosa, eccola :

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Il dialogo tra le religioni non è possibile. La fede non si può mettere tra parentesi

Caro Senatore Pera, in questi giorni ho potuto leggere il Suo nuovo libro Perché dobbiamo dirci cristiani. Era per me una lettura affascinante. Con una conoscenza stupenda delle fonti e con una logica cogente Ella analizza l’essenza del liberalismo a partire dai suoi fondamenti, mostrando che all’essenza del liberalismo appartiene il suo radicamento nell’immagine cristiana di Dio: la sua relazione con Dio di cui l’uomo è immagine e da cui abbiamo ricevuto il dono della libertà. Con una logica inconfutabile Ella fa vedere che il liberalismo perde la sua base e distrugge se stesso se abbandona questo suo fondamento. Non meno impressionato sono stato dalla Sua analisi della libertà e dall’analisi della multiculturalità in cui Ella mostra la contraddittorietà interna di questo concetto e quindi la sua impossibilità politica e culturale. Di importanza fondamentale è la Sua analisi di ciò che possono essere l’Europa e una Costituzione europea in cui l’Europa non si trasformi in una realtà cosmopolita, ma trovi, a partire dal suo fondamento cristiano-liberale, la sua propria identità. Particolarmente significativa è per me anche la Sua analisi dei concetti di dialogo interreligioso e interculturale.

Ella spiega con grande chiarezza che un dialogo interreligioso nel senso stretto della parola non è possibile, mentre urge tanto più il dialogo interculturale che approfondisce le conseguenze culturali della decisione religiosa di fondo. Mentre su quest’ultima un vero dialogo non è possibile senza mettere fra parentesi la propria fede, occorre affrontare nel confronto pubblico le conseguenze culturali delle decisioni religiose di fondo. Qui il dialogo e una mutua correzione e un arricchimento vicendevole sono possibili e necessari. Del contributo circa il significato di tutto questo per la crisi contemporanea dell’etica trovo importante ciò che Ella dice sulla parabola dell’etica liberale. Ella mostra che il liberalismo, senza cessare di essere liberalismoma, al contrario, per essere fedele a se stesso, può collegarsi con una dottrina del bene, in particolare quella cristiana che gli è congenere, offrendo così veramente un contributo al superamento della crisi. Con la sua sobria razionalità, la sua ampia informazione filosofica e la forza della sua argomentazione, il presente libro è, a mio parere, di fondamentale importanza in quest’ora dell’Europa e del mondo. Spero che trovi larga accoglienza e aiuti a dare al dibattito politico, al di là dei problemi urgenti, quella profondità senza la quale non possiamo superare la sfida del nostro momento storico. Grato per la Sua opera Le auguro di cuore la benedizione di Dio.

Benedetto XVI
23 novembre 2008

Written by Andrea Longoni

Novembre 23, 2008 alle 10:51 am

Pubblicato in Liv'inCulture

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Libertà..?..Libertà..?..c’era una parola del genere nel vocabolario!

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Via Levi arriva Cassinelli. Dal Partito Democratico al Popolo delle Libertà. Il primo propose una legge con la quale intendeva paragonare i blog che avessero degli introiti economici agli altri prodotti editoriali, ora invece arriva questo nuovo signorino che dando dell’illiberale a Levi, in realtà raddoppia la posta n gioco. Ora ad essere considerati prodotti editoriali non saranno più i blog con introiti economici ma anche con introiti di immagine per l’autore. Insomma, se prima non mi sarebbe cambiato nulla in quanto non mi fila nessuno, fra un pò potrei cominciare a sentirmi stretto… Misteri del palazzo.

Chiedo Libertà e mi tirano un dizionario. Aih. Mi sa che non parliamo la stessa lingua

Written by Andrea Longoni

Novembre 22, 2008 alle 10:33 am

Pubblicato in DemoPasticci, Liv'inCulture

Alla Faccia della Lega, Io Mi Faccio un Kebab

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( clicca il Link del “Kebabbook” e iscriviti al gruppo)

 

Il gruppo consigliare regionale della lega nord lombardia ha presentato un disegno di legge attraverso il quale intende attaccare il Kebab :

1) il primo non è stupido ma nemmeno troppo intelligente : paragona l’attività dei Kebabbari alle altre attività commerciali. Fino ad ora avevano avuto la dicitura di attività artigianali, presa in quanto avrebbero dovuto produrre da soli il materiale che vendono (nella fattispecie il Kebab); cosa che si sa essere non vera. La diretta conseguenza sarà il limite di orario che nelle attività artigianali non c’è (altrimenti i panettieri non potrebbero fare il pane ). Non sono contrario ovviamente a questa ridefinizione (sacrosanta), quanto ai Limiti di Orario in sé. Credo che le attività commerciali dovrebbero poter tenere aperto anche tutta la notte se lo vogliono. In Europa si sta prendendo questa via ( anche con incentivi fiscali ) perché si sa che dove le strade sono vissute, c’è meno criminalità. Inoltre i Kebabbari, in generale, non vendono alcolici e l’alcool, lo so che può sembrare un’eresia, sta cominciando a diventare un serio problema. E poi, onestamente, che gliene frega allo Stato ( o alla Regione, o Provincia o Comune) degli orari ?

2) è il secondo il più assurdo : viene paragonato il Kebabbaro al SexyShop. Questo viene fatto per allontanare i Kebabbari dai centri storici e relegarli nelle periferie. La giustificazione è fornita dal vicesindaco (leghista) di Brescia come : il Kebab è altro dalla cultura locale, quindi è giusto che non stia nei centri storici ( le parole sono diverse ma il senso è quello ).  E’ noto infatti che la Pizza è un tipico piatto nordico assieme alla Cazzoeula (cazzuola, per i profani), che la birra non l’hanno inventata in medio-oriente ma in Gallia, e che i ristoranti etnici sono etnici inquanto autoctoni (Brasile, Cina, Giappone e Messico in realtà sono zone della Brianza ). 

Alla lega anti-kebab, noi rispondiamo con  un’iniziativa provocatoria, il Kebabbook, un gruppo su facebook in cui postare un pantagruelico pasto a base di Kebab.

Ovviamente dietro la provocazione e l’ironia c’è un contenuto serio. Questo è il secondo attacco che viene fatto all’imprenditoria immigrata (quelle persone che si fanno il mazzo nella burocrazia, lavorano sodo e pagano le tasse ). Il primo fu quello che conteneva delle norme proibitive per i phone-center, che ne fece chiudere molti, ora dichiarata illegittima da parte del TAR. Ovviamente alla dichiarazione del tribunale seguiranno azioni giudiziarie da parte di quegli imprenditori che hanno subito un danno economico e la perdita dell’attività.  A pagare gli errori e le stupidate di politici ignoranti ovviamente saremo Noi cittadini con le Nostre Tasse (Yuppieeehhhh!!!!).

Bè, Kebabbiamoci su!

Written by Andrea Longoni

Novembre 21, 2008 alle 1:35 am

Eluana, il pg: “No a ricorso contro l’interruzione”

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MILANO – Potrebbero essere momenti decisivi per Eluana Englaro. Secondo il procuratore generale della Cassazione, Domenico Iannelli, è “inammissibile” il ricorso portato avanti dalla procura di Milano contro il decreto con cui, nel luglio scorso, la Corte d’appello del capoluogo lombardo diede il via libera all’interruzione dei trattamenti sanitari che tengono in vita la trentasettenne (in stato vegetativo permanente dal 1992). Ricorso “inammissibile”, per il pg della Suprema corte, perché il pm non era “legittimato a muovere l’azione”, in quanto la vicenda non tratta di “un interesse generale e pubblico ma di una tutela soggettiva e individuale” della ragazza. Immediato il commento della Santa Sede, che attraverso il cardinale Barragan, presidente del Pontificio consiglio per la Salute, avverte: sospendere l’idratazione e l’alimentazione in un paziente in stato vegetativo è “una mostruosità disumana e un assassinio”.

da Repubblica

Credo che all’interno della chiesa rarebbe salutare incominciare a dare più peso alla vita e rimettere in discussione qualche assioma. E’ più giusto mettere fine ad una vita che senza l’intervento dell’uomo e della medicna avrebbe lasciato il mondo molto tempo fa, oppure è più giusto mantenere in una pseudo-vita una persona che non può”vivere”, nel senso di agire nel mondo in nessun modo ?

Il rispetto della Vita deve essere totale, ciò non toglie che fra il vivere e il non accettare la morte ci sia una gran diferenza; e la medicina non dovrebbe non accettare la morte, quanto migliorare l’esistenza. Vado oltre, mi piacerebbe che la chiesa si esprimesse più a favore di un’automonia etica, perché il vero cristiano è quello che raggiunge i valori attraverso lo sviluppo di una coscienza e non, come spesso è inteso, quello che da soldatino accetta le regole ( che poi, siccome siamo umani, va a finire che lo facciamo solo quando è comodo ). Se così non fosse stato, chi avrebbe seguito il Cristo ? Chiunque legga i vangeli sa che le parole del Figlio di Dio non erano mai chiare, parlava per Parabole. Cosa più di una Parabola dovrebbe portarci a riflettere sul suo significato ? e quindi, chi più del cristiano deve porsi dei dubbi sui valori e sulla loro applicazione nel mondo reale ? Le risposte date da una chiesa chiusa fra le proprie mura perdono di significato di fronte al dilemma tragico di chi vive nel mondo reale, accettando solo fino ad un certo punto la sofferenza, in quanto non siamo nè Santi nè eroi, ma soltanto e umilmente, esseri umani.

Written by Andrea Longoni

Novembre 11, 2008 alle 11:52 pm

NOI SIAMO QUELLA RAZZA…

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” Noi siamo quella razza che non sta troppo bene,
che di giorno salta i fossi e la sera le cene;
lo posso gridare forte fino a diventà fioco,
noi siamo quella razza che tromba tanto poco;
noi semo quella razza che al cinema s’intasa,
per vedere donne gnude e fassi le seghe a casa;
eppure la natura ci insegna sia sui monti sia a valle,
che si può nascer bruchi e diverntar farfalle;
ecco noi siamo quella razza che è fra le più strane
che bruchi semo nati e bruchi si rimane;
quella razza semo noi ed è inutile far finta
c’ha trombato la miseria e semo rimasti incinta !”

                              – Dal film : ”Berlinguer ti Voglio Bene”

Written by Andrea Longoni

Novembre 11, 2008 alle 11:23 am

Pubblicato in Liv'inCulture

Parola di Massimo, Rendiamo Grazi a Massimo

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«la sinistra è un male che solo l’ esistenza della destra rende sopportabile»

Il volto della saccenza

Written by Andrea Longoni

Novembre 10, 2008 alle 8:44 pm

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Deve esserci qualcosa che mi sfugge….

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Written by Andrea Longoni

Novembre 6, 2008 alle 10:04 pm

Pubblicato in Liv'inCulture

Lettera agli Amici e ai Compagni

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Cari amici e compagni,

 

è la prima volta nella mia vita che assisto alla Storia che si muove. C’è chi di voi, e credo siate la stragrande maggioranza, ebbe l’opportunità di vedere aprirsi le barriere e poi il crollare del muro di Berlino. Io ero piccolo, avevo solo tre anni, e ora vedo un altro muro abbattersi e sempre gli Stati Uniti d’America come protagonisti in questo. Barak Hussei Obama è un immigrato di seconda generazione, che ha studiato sodo, si è lauerato ad Harvard, e ora è il Presidente che dal palco di Chicago ha detto : questo è il paese dove tutto è possibile.

Il Presidente Barak Hussein Obama è figlio di un immigrato, ebbene sì, è il figlio di un immigrato. Il fatto che i cittadini americani lo abbiano scelto è l’atto storico democratico più importante della Storia dell’Occidente, Occidente nel quale non è mai esistito un Presidente nero.

L’Europa è da sempre chiusa e conservatrice nella sua burocrazia, solo pochi esempi come Blaire e Zapatero sono riusciti a dare quella scossa necessaria per andare avanti, mentre l’onda del conservatorismo, in modo particolare quello delle destre razziste e xenofobe, ha tanti nomi e tanti visi ( forse troppi ). In particolare in Italia la violenza entra sempre di più nello spazio pubblico della democrazia. La violenza delle croci celtiche scritte con la bomboletta sui muri (opere d’arte della stupidità), la violenza dei pestaggi, la violenza di chi ( facendo quello di sinistra – e mi viene da dire :  che sinistra?-) blocca le strate e si scontra con le forze dell’ordine.

Il nuovo è arrivato negli Stati Uniti, mentre l’Europa si trova ancora una volta a fare i conti con il passato; il nuovo arriva dagli stati uniti mentre in Italia la classe dirigente invecchia. Il Nuovo è Nato negli Stati Uniti mentre noi siamo ancora a difendere vecchi “elefanti di partito” che sopravvivono dicendosi : “io sono più giovane di molti giovani”.

Negli Stati Uniti oggi la Storia ha fatto un passo avanti, mentre noi abbiamo Licio Gelli in televisione, la lega nord al governo, un vecchio (ma vecchio sul serio) alla presidenza del consiglio, e, non ultimo, la mafia.

Oggi Barak Hussein Obama è il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America e Noi abbiamo il dovere di sentire il flusso di una Storia che non si fermerà. Abbiamo il dovere di cogliere la potenza di questo simbolo e coniugarlo nella nostra cultura, sfidando per primi il razzismo, la separazione culturale, la discriminazione, e tutto quello che rientra nella definizione di : Violenza nello spazio pubblico.

Ci serve quel coraggio che il nostro partito non ha ancora avuto, che è il coraggio della scelta, della decisione, della sfida. Quel coraggio che distingue la persona che parla di politica dal POLITICO, che sa quel che vuole e fa di tutto per ottenerlo; perché questa è l’arte politica : avere un obbiettivo, convincere i concittadini che quell’obbiettivo è il migliore e perseguirlo.

Le nostre classi dirigenti, e parlo in generale, non solo del Partito Democratico, invece spesso stanno quiete e zitte, aspettano che le persone si esprimano e poi si accodano alla posizione che sembra maggioritaria, facendo la bandieruola e sventolando un pò a destra e un pò a manca in quell’ambiguità “disgustosa” che contraddistingue la politica italiana, di più la cultura italiana.

Se Obama avesse fatto questo, oggi non sarebbe Lui il Presidente.

L’assistenzialismo e la paura di cambiare sono le basi della nostra vita sociale : Imprenditori che aspettano che lo stato dia i soldi per fare impresa, banche che chiedono se il nonno può garantire per i genitori che garantiscono per i figli, finanziamenti privati alle università ridicoli, nonché un governo che taglia ciò che i sondaggi dicono attaccabile per far cassa.

C’è un altro modo per vivere lo spazio pubblico, Coraggio e Dialogo, che non sono in antitesi, perché è solo nelo spazio comune e condiviso del dialogo che il coraggio dell’Eroe Pubblico può manifestarsi e persuadere quei Cittadini che nello spazio comune vivono.

L’Italia è il paese delle fazioni; Noi Dobbiamo Avere Il Coraggio di dire, ancora una Volta, Yes We Can!

Written by Andrea Longoni

Novembre 5, 2008 alle 11:08 am

Strani Frutti

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Southern trees bear strange fruit,                                         http://withoutsanctuary.org/main.html
Blood on the leaves and blood at the root,
Black bodies swinging in the southern breeze,                    
Strange fruit hanging from the poplar trees.

Pastoral scene of the gallant south,
The bulging eyes and the twisted mouth,
Scent of magnolias, sweet and fresh,
Then the sudden smell of burning flesh.

Here is fruit for the crows to pluck,
For the rain to gather, for the wind to suck,
For the sun to rot, for the trees to drop,
Here is a strange and bitter crop.

Lewis allen

Le foto che avete potuto vedere nel sito www.withoutsanctuary.org erano cartoline, foto scattate da uomini e donne che servivano per ricordare il linciaggio di un negro; e questa poesia magnifica, cantata in modo così forte da Billie Holiday. Strani frutti nel sud degli USA. Noi abbiamo avuto fascismo e nazismo che hanno sporcato la nostra terra con il piacere sadico dell’omicidio. Ci sono stati troppi frutti strani sulla nostra terra. Corpi bruciati, gasati, torturati, non meno di quegli uomigli e quelle donne che si vedono su quelle post-card.

Perché poi ? Negri, Ebrei, Zingari e varie ed eventuali categorizzazioni.

In Italia si sentono sempre più spesso discorsi razzisti, si vedono sempre più spesso croci celtiche. Questo mi fa abbastanza schifo, perché io non me la dimenticherò mai quella giornata, quando ero piccolo, in cui andai al campo di concentramento di Dacao; Non riuscivo nemmeno a parlare da tanto sentivo il peso della sofferenza, anche ad anni di distanza. Provare per credere, e forse per comprendere che certe parole sarebbe meglio evitare di dirle.

Traduzione della poesia :

Gli alberi del sud hanno uno strano frutto,
Sangue sulle foglie e sangue alle radici,
Corpi neri oscillano nella brezza del sud,
Uno strano frutto appeso ai pioppi.

 

 

Scena pastorale del prode sud,
Gli occhi sporgenti e le bocche contorte,
Profumo di magnolia, dolce e fresco,
Poi d’improvviso odore di carne che brucia

.

Ecco il frutto che i corvi beccano,
Che la pioggia coglie, che il vento succhia,
Che il sole fa marcire, che gli alberi fanno cadere,
Ecco un raccolto strano e amaro.

Written by Andrea Longoni

Novembre 1, 2008 alle 9:26 am

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Essere stupidi

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Ho delle domande cui non so rispondere :

1) come hanno fatto ad arrivare alla testa del corteo ?

2) come hanno fatto ad essere a P.za Navona e davanti al camion con dentro le spranghe proprio quando l’atmosfera s’* scaldata ?

3) che senso ha che gente scenda armate in piazza ? ( e in questa domanda includo tuti i gruppettini di rompiballe che non hanno altro da fare nella vita se non alzare le mani )

4) ma non annoia ’sta violenza ridondante ?

Written by Andrea Longoni

Ottobre 31, 2008 alle 4:51 pm

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Society, Grazie Eddie

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Society (Eddie Vedder, colonna sonora di Into the Wild)

It’s a mistery to me
we have a greed
with which we have agreed

You think you have to want
more than you need
until you have it all you won’t be free

society, you’re a crazy breed
I hope you’re not lonely without me

When you want more than you have
you think you need
and when you think more than you want
your thoughts begin to bleed

I think I need to find a bigger place
‘cos when you have more than you think
you need more space

society, you’re a crazy breed
I hope you’re not lonely without me
society, crazy and deep
I hope you’re not lonely without me

there’s those thinking more or less

less is more
but if less is more how you’re keeping score?
Means for every point you make
your level drops
kinda like its starting from the top
you can’t do that…

society, you’re a crazy breed
I hope you’re not lonely without me
society, crazy and deep
I hope you’re not lonely without me

society, have mercy on me
I hope you’re not angry if I disagree
society, crazy and deep
I hope you’re not lonely without me

 

Per me è un mistero
abbiamo un’avidità con la quale
abbiamo accettato di convivere

pensi di dover volere
più di quello di cui hai bisogno
finchè non hai tutto non sarai libero

società, sei una razza folle
spero che tu non sia sola senza di me

quando vuoi più di quello che hai,
pensi di averne bisogno
quando pensi più di quello che vuoi,
i tuoi pensieri cominciano a sanguinare

penso di dover trovare un posto più grande
perchè quando hai più di quello che pensi,
hai bisogno di più spazio

società, sei una razza folle
spero che tu non sia sola, senza di me
società, pazza e profonda
spero che tu non sia sola, senza di me

ci sono quelli che pensano,
più o meno, ma il meno è di più
ma se il meno è di più,
come fai a mantenere il punteggio?
significa che per ogni punto che fai scendi di livello
è un pò come cominciare dalla cima
non puoi farlo…

società, sei una razza folle
spero che tu non sia sola, senza di me
società, pazza e profonda
spero che tu non sia sola, senza di me

società, abbi pietà di me
spero che tu non ti arrabbierai
se non sono d’accordo
società, pazza e profonda
spero che tu non sia sola, senza di me

Written by Andrea Longoni

Ottobre 29, 2008 alle 12:06 am

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Mani-pola-come ? storiella di tutti i giorni

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Un giorno quando ero bambino un signore amico di mio padre mi disse : ”come sei cresciuto, sei diventato proprio un ometto”. Assumendo il fatto che le persone che conosce mio padre sono buone, e che non mi presenterebbe mai una persona cattiva, e che se sono buone non mentono; inoltre che se sono adulte hanno un’esperienza, e chi ha esperienza ed è buono non solo non mente ma dice la verità, mi sono messo a pensare. Ho quindi deciso che effettivamente sarei dovuto essere un ometto, altrimenti ci sarebbe stata incoerenza fra teoria e prassi :

“concluso questa riflessione mi misi una giacca e mi appesi all’armadio”.

Questo è un buon modo per manipolare il linguaggio. Chi parte da preconcetti e non affronta le argomentazioni sul doppio piano teorico e reale contemporaneamente, senza fidarsi nè solo dell’uno nè soo dell’altro, spesso finisce con l’essere tanto eteronomo ( ovviamente involontariamente ) da appendersi all’armadio. Mi raccomando, cerchiamo di non appenderci tutti perché prima o poi si sfonda l’asta.

HO DETTO TUTTI non solo quelli lì o solo quelli là, TUTTI

Written by Andrea Longoni

Ottobre 25, 2008 alle 9:37 am

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Parole per Caso

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Il capitalismo contemporaneo ci sta spingendo tutti verso una forma di narcisismo nichilista che punta più alla soffisfazione delle materialità (simboliche o fattuali) che non alle esigenze sentimentati-sociali.

Questa frase che per molte persone ( o almeno me lo auguro ) non ha nessun significato, in realtà è il concetto di fondo di una magnifica e piccola fascia di persone che stanno lottando assieme a tutti gli altri studenti ( che fortunatamente sono la gran maggioranza ). Questi sono i facinorosi ma fortunatamente hanno la testa tanto piena di slogan e rabbia quanta codardia per metterle in atto. Anzi, forse non parlerei di codardia, direi più incoerenza morale, poiché si rendono conto che un liberal come me può essere un amico e che quindi dovrebbero distruggere me assieme al resto del mondo (fortunatamente non sono odiato da tutti).

C’è un dato di fatto sociologico abbastanza interessante, siamo passati dalla società dell’eroina, dove la frase sopra era coniugata in termini di fuga dalla realtà e dalle cose, alla società della cocaina, dove c’è bisogno di agire in maniera compulsiva per sfogare. Insomma, il decadentismo può prendere solo due vie, quella dell’estraniazione o quella dell’azione, quella degli oppiacei o quella della cocaina.

Resto convinto che la realtà sia e debba restare un flusso instabile e che sia che ci si estranei sia che si voglia fare la rivoluzione, in un modo o nell’altro, la  voglia fissare e inquadrare. L’idea non mi piace, preferisco vivere e costruire partendo dal concetto di problem solving anziché colpire l’esistente con un martello.

Ci sarebbe abbastanza pane da far diventare grassi un sacco di studenti e studetesse di psicologia clinica e sociologia.

Fottersese, distruggere o costruire ? Depressione-delusa, Violenza-di-rabbia, Volontà-di-creare ….

bella domanda

Written by Andrea Longoni

Ottobre 25, 2008 alle 9:14 am

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Radicalism ….. (?) maybe not

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Viviamo in una terra ambigua, fatta di strani estremi, giochi degli opposti che costruiscono un magnifico teatrino dell’inattività. Da una parte ci sono gli estremisti del “tutto deve essere distrutto”, dall’altra parte abbiamo i fenomenali “tutto va bene così”, ma non finisce quì, la posizione più bella è quella estremamente intermedia, del “così non mi piace ma non posso farci nulla” … E dai però! Sarebbe ora che una certa sinistra che la politica la sa fare, tirasse fuori gli attributi e prendesse in mano la situazione. Milano muore in una protesta che s’è spenta, fiamma nata sul cotone, brillante per poco e incapace di bruciare.

Essì che ci sono un sacco di ragazzi che questa riforma proprio non gli scende. Vogliamo dirlo, noi coi collettivi non ci vogliamo andare, non useremo la violenza e a rabbia come strumenti! La voglia di fare c’è, una voglia positiva e creativa, non distruttrice. La voglia di fare c’è anche a Milano.

Written by Andrea Longoni

Ottobre 23, 2008 alle 7:05 pm

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Scuola, la protesta degli studenti corre sul web

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Garbata, puntuale, precisa e ben argomentata, ironica quanto basta, la protesta contro la legge 133/08 corre ossessivamente sul web. Intasa le mail redazionali. E fin dal lungo indirizzario d’apertura si preannuncia veloce e dirompente, con il recapito mail del singolo giornalista accomunato a quello dei direttori delle principali testate italiane. Le moderne “copia-carbone” cominciano tutte con un generico “Salve” seguito dalla presentazione “ciclostilata”. Sono uno studente di: dal Politecnico di Milano all”Università di Cagliari, da quella di Messina a quella di Trento, l’intero stivale universitario è accomunato nella protesta contro questa legge. Attacco: «Le scrivo per esprimerle tutta la mia preoccupazione». Poi a seguire: «In un contesto europeo e mondiale che concordemente afferma l’importanza della Ricerca e che si impegna sempre più ad aumentare i finanziamenti l’Italia da anni arriva oggi a addirittura a ridurli». Il messaggio è chiaro: ancora una volta siamo indietro, tra gli ultimi in classifica. Con tutto quel che consegue, nell’era dell’immagine, ad un ruolo da ultimo della classe. Segue poi la vera botta, sarcastica: «I finanziamenti sono oramai a livello di Grecia e Portogallo (Paesi chiaramente all’avanguardia della ricerca scientifica e della formazione universitaria)». Sic!

Non è tutto. Lo studente preoccupato a questo punto infierisce: nel sottolineare che però «la notevolissima differenza è che «Grecia e Portogallo li stanno rapidamente aumentando, mentre noi continuiamo a diminuire». Più chiaro di così? Per inciso, la mail è anche linkata a siti (Noisefromamerika.org) che documentano anche graficamente lo stato dei nostri investimenti. Della serie: se non vi fidate di noi, guardate le statistiche. E se poi non ci credete ancora: allora – suggerisce il mittente – leggete la bibbia della ricerca: «Nature parla con sconforto della situazione italiana». Quindi l’affondo: «Sono preoccupato per l’istruzione universitaria». «Ci si lamenta da tempo della fuga dei cervelli. Crede forse il governo che tagliare tagliare ulteriormente i fondi ridurrà questo problema?». La domanda, retorica, individuato il danno preannuncia la beffa. «E se tutti i cervelli buoni scappano dall’Italia, chi sarà a insegnare ai nostri fratelli minori o ai nostri nipoti?». Qui lo studente si fa malizioso: come a mettere in guardia il ministro Gelmini, che scatenata la polemica contro i nostri insegnanti, rivelerebbe così tutta la sua lungimiranza. Arriva quindi il dettaglio che in una lettera non guasta mai: «Le Università potranno assumere un professore solo quando in cinque saranno andati in pensione». E ancora un quesito: «Le lezioni chi le farà?».

All’erede del ministro delle “tre i” (inglese, informatica, internet) il tam tam studentesco ricorda in fine «che per fare ricerca tecnologica servono fondi ingenti, come ben sanno al Mit». Dulcis in fundo la chiusa: «Se si continuerà in questo modo, tra qualche anno non ci saranno nemmeno più cervelli da far fuggire». Firmato «uno studente preoccupato e deluso». Giorgio M, Milano Politecnico. A seguire Elisa R., Andrea M., etc. etc. La protesta sul web corre veloce. La mail è intasata, ma gli studenti non mollano. Vuotato il cestino, si ricomincia: l’oggetto è sempre lo stesso: 133/08. Gli studenti sono seriamente preoccupati. E non solo loro, come ben ha spiegato in un’analisi pubblicata su queste pagine il professor Salvatore Settis.

Il Sole 24 Ore/ Stefano Biolchini/22 ottobre 2008

Written by Andrea Longoni

Ottobre 23, 2008 alle 8:01 am

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Come Perdere la Battaglia

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Credo non ci sia modo più stupido di perdere una guerra se non sbagliando l’obbiettivo. A cosa servono manifestazioni di opposizioni gridate e sconti ? Si pensa forse di far vedere alla Gelmini che siamo arrabbiati ? oppure di urlare il nostro disagio alla gente per procacciarsi la loro pena ?

Portare in piazza i sentimenti negativi non serve a nulla, se non ad attrarsi le antipatie dell’opinione pubblica normale, di quei cittadini che da questa de-forma non vengono toccati in via diretta e che magari pensano, date le informazioni che hanno, che sia davvero utile. Scendere in piazza, occupare, fare blocchi stradali, sospendere le lezioni e quant’altro non farebbe altro che darci un etichetta di ragazzini che non hanno voglia di fare nulla nella vita. Sarebbe proprio quell’opinione pubblica che dovremmo convincere per provare a  costruire una nuova coscienza in merito e spostare il consenso che questo governo e che il Ministro ha.

Non siamo nel ‘68, né siamo nel ‘77, nè in un altro anno al di fuori del 2008. I metodi vecchi e le vecchie parole d’ordine non hanno più significato. Quello che come studenti dovremmo fare è dimostrare la nostra voglia di essere studenti, la nostra voglia di studiare, il nostro attaccamento reale all’università. Dobbiamo far vedere ai nostri concittadini che non siamo dei fannulloni ma persone che ci tengono a quello che fanno, e che lo facciamo con impegno.

Servono nuovi simboli, nuovi metodi ma soprattutto serve una nuova positività. Bisogna credere di poter fare qualcosa, bisogna riempirsi lo spirito di coraggio e partendo da quello cercare modalità nuove per esprimersi. Ad esempio con Lezioni all’apero, ad oltranza; e per queste finire sui giornali, non per gli scontri.

Basta con questi blocchi, basta pensare che la polizia sia un cumulo di fascisti che non vede l’ora di prendere la gente a manganellate, basta dire che chi non è con me è contro di me e si accorgerà di aver torto. Sono discorsi vecchi, a tratti addirittura fascisti (poiché costrittivi e violenti nel loro portare l’urlo nello spazio pubblico), che danno fastidio non solo a chi li subisce ma pure ad alcuni ( pochi ma buoni fra quei pochi ) che li organizza.

Possiamo trovare forme nuove di protesta, forme attive, positive e propositive. Non facciamoci abbattere dal nichilismo, dimostriamo che qualcosa la possiamo fare. Si diceva “la Creatività al Potere”, dovremmo chiederci quanto sia creativo replicare. Ho voglia di Libertà sia del pensiero che dell’azione, ho voglia di libertà e spero che qualcuno mi segua . Ho voglia di librtà e spero che la vogliano anche altri.

Written by Andrea Longoni

Ottobre 21, 2008 alle 10:44 pm

Un passo in più, Grazie Presidente

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Ringrazio il Presidente per aver appoggiato, anche se inconsapevolmente, il mio progetto politico : Brianza Come California. Grazie allo strappo antiecologico che ci porta ad allearci con gli stati dell’Europa dell’est e l’affermazione di voler ricontrattare il Trattato di Tokio, si avvicina di un passo ancora la venuta del sole a cinquanta gradi e il mare in Brianza. Mmmmmmm …. non vedo l’ora!

P.S.

… ma com’è che quando c’è su la destra ci troviamo sempre coi paesi ex sovietici ?

P.P.S.

In America pare si comincerà a utilizzare un pò di più l’energia pulita (Vedi la California con il Terminator Repubblicano come governatore ) e noi guardiamo alle nuove tecnologie con il terrore che le nostre piccole medie imprese muoiano. A proposito di aiuti di Stato, utilizzarli per fare cose intelligenti, no ?

Ma bando alle ciance : Presidente, grazie a Lei, il mare in Brianza è un passo più vicino.

Written by Andrea Longoni

Ottobre 20, 2008 alle 9:19 pm

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DubbioItalico

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Ci sono dei giorni in cui si è felici, altri in cui si è tristi. Giorni in cui si è delusi o pieni di speranze. Oggi sono un pò preoccupato. Nemmeno squotendo la testa riesco a far accendere una scintilla che, non dico risponda, ma quantomeno focalizzi in maniera stabile la domanda. Cosa c’è in talia che non va? Perchè viviamo la cosa pubblica in maniera così strana, o urlando o abbassando la testa ? Non capisco proprio. Perché ci facciamo prendere così facilmente dall’entusiasmo ad ogni parola forte e non ci fermiamo mai a ragionare sulle conseguenze di quelle parole, sul loro senso profondo. Perchè non riusciamo a farci entusiasmare dalle positività. Perché ci viene facile seguire una bandiera che usa parole dure ma mai ( o quasi ) bandiere che non portino alla rivolta, all’urlo, ma al progetto, all’idea di società. Questo è un giorno in cui sono preoccupato, un pò perché non trovo la domanda e un pò anche perché trovo troppo triste tutto questo.

Written by Andrea Longoni

Ottobre 17, 2008 alle 10:16 pm

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DecadentHouse

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Una sigaretta, spenta, appesa appena alle labbra. L’accendino è in mano ma il dito non ha molta voglia di girare la rotella. La terza … forse … la quarta … il posacenere pieno non mi da una mano. Sono pieno di tic. La narice sinistra si contrae, la ciglia destra, poi quella sinistra. Non è pazzia, c’è una logica, un ritmo nevrotico, ma è sempre un ritmo. Ho gli occhi sbarrati, nemmeno avessi visto un cazzo di fantasma. Sono nervoso. No, sono incazzato, e nella mia testa mi sembra di avere un nano altrettanto incazzato che non fa altro che urlare le peggio cose. Come se avesse perso le chiavi per uscire dal mio cranio, o fosse cresciuto quel tanto che basta da non poter più passare dalle orecchie. Respiro forte, poi piano, non so che farci. Troppe cose, troppi pensieri. E’ un bel cazzo di quadretto, di quelli un pò tetri di Munch ma non tipo l’Urlo, o il grido, o che dir si voglia, quello de”la fanciulla malata”. No, troppo esagerato, forse Munch è troppo. Non sono angoscato, sono nervoso. Mi ci vorrebbe una di quelle serate magnifiche, da rock and roll, dove sai quando comincia, perché te ne accorgi, in un modo o nell’altro, ma ti scordi come è finita. Mi serve un pò di quel sano decadentismo, utile giusto a lasciarsi percorrere da una scossa, per trovare il senso del non senso e sentirsi vuoti per un pò. Sistanza Libera. Niente ciao, niente cosa, niente come come, niente perché, ma soprattutto, cazzo, niente parole. Le parole sono importanti ma forse ogni tanto serve stare zizzi; meglio, ogni tanto serve comunicare senza comunicare nulla. Solo per il gusto di farlo. Poi riprendersi, dirsi che tanto così non si può vivere, non lo reggerei, non lo reggerebbe nessuno; almeno, chi ci ha provato non ha retto il mondo reale. Solo pochi eroi folli di un millennio in estinzione. Uomini e donne che si sono bevuti e fumati tutto ciò che potevano, vivendo sull’orlo del reale, parlando spesso a vanvera in modo serio. Cazzo quanta ragione in alcuni deliri. Vorrei essere uno di quegli eroi. Personaggi romantici in un certo senso, quel senso che da un certo mondo, che visto com’è visto, ha senso viverlo con una pinta di wisky, un sano spinello e una scopata. E il resto alla letteratura.

Written by Andrea Longoni

Ottobre 13, 2008 alle 11:21 pm

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Turbato dal Turbante

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L’altro ieri pomeriggio ho accompagnato mio fratello a Malpensa ( che nome del cazzo per un aereoporto, da toccarsi ogni volta che lo si pronuncia … comunque ) e mi sono ricordato di quando Lui aveva portato me a prendere l’aereo per Lisbona. Ora, dato che sono una persona molto ansiosa per quel che riguarda i mezzi pubblici, sono arrivato un’ora prima e ho dovuto aspettare in sala d’attesa. Lì mi sono accorto di essere una persona triste. Due tipi, probabilmente indiani ( o al limite due pazzi ) indossavano il turbante … non ho cominciato a sudare freddo o a urlare o che altro, però il sospetto di un’esplosione aerea mi era balenato in testa. Chissà com’è?! A furia di sentirlo dire pure io sono diventato un turbato dal turbante.

Written by Andrea Longoni

Ottobre 12, 2008 alle 11:18 pm