spesso mi trovo ad ascoltare e parlare con tante persone, tante persone che si dicono diverse; Ognuna che vanta la sua particolarità, i suoi valori, le sue idee. Chi si dice Pinco e chi Pallino. Sventolano bandiere ideologiche, come se contassero davvero qualcosa, come se rafforzassero la loro identità. E via con il festival degli slogan.
Parole potenti, frasi potenti. Riempiono le loro bocche di sentimentalismi crudi e crudeli. Parlano di macellerie messicane come se fossero episodi giusti, non perché ne siano convinti, solo per il gusto della scena o della coerenza ideologica. Troppo difficile darsi degli imbecilli. Così si affacciano in pubblica piazza con pubblica voce pomposaggini fine ottocentesche : Marxisti-Leninisti, Comunisti della Prima, della Seconda, della Terza e Quarta Internazionale; fascisti della Prima o dell’Ultima ora; figli, nipoti o lontani parenti di una lupa un pò stanca di essere tirata in ballo; Skinhead nazi-fascisti,nazi-comunisti,o nazi in salsa semblice;Cattolici integralisti,Ebrei integralisti, Islamici integralisti, Indù integralisti, biscotti integrali per stitici integralisti; Anarchici, anarco-insurrezionalisti,anarco comunisti, anarco-fascisti ( esistono? No, ma almeno è simpatico ); grilliani, Dipietristi, veltroniani,dalemiani,lettiani,bindiani,prodiani,prodi democratici (pochi ma esistenti), berlusconiani, finiani, bossiani, socialisti di destra, socialisti di sinistra, destrorsi di destra e sinistrorsi di sinistra o semblicemente centristi. Falci,martelli,croci,svastiche,bandiere bicolor, coni, coni gelato, coni gelato per tutti!
Violenza!violenza!violenza! Violenza in pubblica piazza come in arena privata. Aaaahhh, caro vecchio colosseo, quanti gladiatori per i latini!
Così ognuno fa a gara a chi la spara più grossa, come ragazzini col righello, e tutti fanno gruppo e parlano per masse. Di quali masse parlino, ancora non l’ho capito ma la massa, si sà, fa figo 
Non siamo capaci di parlare come singoli, perché il singolo è solo, la massa è tanti; allo stesso modo non parliano del singolo, perché il singolo è solo, la massa è tanti e .. bé, il minestrone di slogan è più facile da imparare (pensate ad avere uno slogan per ogni persona, se anziché direi cinesi ammazzano i mercati dovessimo dirne una per ogni cinese, fiuuuuu… faccio fatica solo a pensarci ).
Cara amica mia mi annoio. Abbiamo passato metà del mille e novecento a darci etichette, cinque anni a cercare di togliercele, altri quarantacinque a rimettercele e ora, non siamo capaci di non darci identità “politiche”collettive ( scusate le virgolette ma per politica intendo ben altro).
Ma poi, in fondo, si può sapere da che cazzo di parte stiamo? ma poi, la parte conta qualcosa ? ma poi, la parte, esiste per davvero ?
Quando sono nato mi diedero il nome maledetto di Andrea ( nome androgino, all’estero mi prendono tutti per il culo, ma almeno è il mio ), non mi hanno chiamato Marxista-Leninista-comunista-della-terza-internazionale-fascista-in-zona-cesarini-demo-veltroniano-pro-nanomalefico-idv-doppio-cono-in-salsa-semplice e qualunquista di cognome. Cioè, che palle! Ho un nome, un cognome e un’identità abbastanza forte per avere un pensiero autonomo. E comincio a chiedermi dove siano finiti tutti quelli che parlavano di individuo; no, perché ora parlano tutti di masse per masse e come masse? Sono diventati tutti Liberal-Marxisti o qualcosa del genere ?…. Bah! Valli a capire.
Ho una tessera, ebbene sì, ho la tessera del Partito Democratico ( non odiatemi per questo, mi fa già un pò male ); purtroppo sono uno di quelli che crede nei partiti come strumenti per i cittadini (lo so, sembra una battuta). Credo anche agli orientamenti di valori. Credo addirittura che i gruppi siano fatti di individui pensanti (più o meno). Sono democratico, ma non mi chiamo partito democratico, mi chiamo Andrea Longoni e al massimo posso definirmi longoniano.
Cara amica, ti faccio un invito, la prossima volta che ti incazzi con un marocchino, dagli del coglione, non dirgli musulmano di merda; perché pure per diventare coglioni ci vuole tempo e non toglierei la responsabilità dell’idiozia a nessuno, nemmeno se questi lo vuole. Lo stesso ragionamento vorrei che lo facessi per tutti, sono le persone che hanno pregi e difetti, che agiscono, parlano, pensano come individui, poco conta se fanno parte di un gruppo più o meno forte; altrimenti la responsabilità individuale diventa carta igenica indegna della nostra cacca e noi, diventiamo dei bambini che autorità superiori devono curare, perché incapaci di essere autonomi .
Lo so, lo so, è più semplice così, ma non vuoi anche te essere Libera ?
Liberiamoci delle etichette, cominciamo a pensare .
P.S.
Spero che passi un buon Capodanno e che leggendo questa lettera ti metterai a pensare