Cari amici e compagni,
è la prima volta nella mia vita che assisto alla Storia che si muove. C’è chi di voi, e credo siate la stragrande maggioranza, ebbe l’opportunità di vedere aprirsi le barriere e poi il crollare del muro di Berlino. Io ero piccolo, avevo solo tre anni, e ora vedo un altro muro abbattersi e sempre gli Stati Uniti d’America come protagonisti in questo. Barak Hussei Obama è un immigrato di seconda generazione, che ha studiato sodo, si è lauerato ad Harvard, e ora è il Presidente che dal palco di Chicago ha detto : questo è il paese dove tutto è possibile.
Il Presidente Barak Hussein Obama è figlio di un immigrato, ebbene sì, è il figlio di un immigrato. Il fatto che i cittadini americani lo abbiano scelto è l’atto storico democratico più importante della Storia dell’Occidente, Occidente nel quale non è mai esistito un Presidente nero.
L’Europa è da sempre chiusa e conservatrice nella sua burocrazia, solo pochi esempi come Blaire e Zapatero sono riusciti a dare quella scossa necessaria per andare avanti, mentre l’onda del conservatorismo, in modo particolare quello delle destre razziste e xenofobe, ha tanti nomi e tanti visi ( forse troppi ). In particolare in Italia la violenza entra sempre di più nello spazio pubblico della democrazia. La violenza delle croci celtiche scritte con la bomboletta sui muri (opere d’arte della stupidità), la violenza dei pestaggi, la violenza di chi ( facendo quello di sinistra – e mi viene da dire : che sinistra?-) blocca le strate e si scontra con le forze dell’ordine.
Il nuovo è arrivato negli Stati Uniti, mentre l’Europa si trova ancora una volta a fare i conti con il passato; il nuovo arriva dagli stati uniti mentre in Italia la classe dirigente invecchia. Il Nuovo è Nato negli Stati Uniti mentre noi siamo ancora a difendere vecchi “elefanti di partito” che sopravvivono dicendosi : “io sono più giovane di molti giovani”.
Negli Stati Uniti oggi la Storia ha fatto un passo avanti, mentre noi abbiamo Licio Gelli in televisione, la lega nord al governo, un vecchio (ma vecchio sul serio) alla presidenza del consiglio, e, non ultimo, la mafia.
Oggi Barak Hussein Obama è il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America e Noi abbiamo il dovere di sentire il flusso di una Storia che non si fermerà. Abbiamo il dovere di cogliere la potenza di questo simbolo e coniugarlo nella nostra cultura, sfidando per primi il razzismo, la separazione culturale, la discriminazione, e tutto quello che rientra nella definizione di : Violenza nello spazio pubblico.
Ci serve quel coraggio che il nostro partito non ha ancora avuto, che è il coraggio della scelta, della decisione, della sfida. Quel coraggio che distingue la persona che parla di politica dal POLITICO, che sa quel che vuole e fa di tutto per ottenerlo; perché questa è l’arte politica : avere un obbiettivo, convincere i concittadini che quell’obbiettivo è il migliore e perseguirlo.
Le nostre classi dirigenti, e parlo in generale, non solo del Partito Democratico, invece spesso stanno quiete e zitte, aspettano che le persone si esprimano e poi si accodano alla posizione che sembra maggioritaria, facendo la bandieruola e sventolando un pò a destra e un pò a manca in quell’ambiguità “disgustosa” che contraddistingue la politica italiana, di più la cultura italiana.
Se Obama avesse fatto questo, oggi non sarebbe Lui il Presidente.
L’assistenzialismo e la paura di cambiare sono le basi della nostra vita sociale : Imprenditori che aspettano che lo stato dia i soldi per fare impresa, banche che chiedono se il nonno può garantire per i genitori che garantiscono per i figli, finanziamenti privati alle università ridicoli, nonché un governo che taglia ciò che i sondaggi dicono attaccabile per far cassa.
C’è un altro modo per vivere lo spazio pubblico, Coraggio e Dialogo, che non sono in antitesi, perché è solo nelo spazio comune e condiviso del dialogo che il coraggio dell’Eroe Pubblico può manifestarsi e persuadere quei Cittadini che nello spazio comune vivono.
L’Italia è il paese delle fazioni; Noi Dobbiamo Avere Il Coraggio di dire, ancora una Volta, Yes We Can!