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LuiSèEssoeTremonti
Sono preoccupato, molto preoccupato per il nostro ministro. Pare infatti che questi sia affeetto da crisi di identità, o peggio, da identità multiple. Egli infatti fu consulente economico di Craxi e membro del partito socialista, quando quest’ultimo era all’apice del suo liberismo. Non ha mai sopportato l’intervento pubblico in economia, tant’è che predicava la deregulation e lanciava il motto “giù le mani dalle tasche degli italiani”. contemporaneamente però, sostiene che gli stati hanno sbagliato ad affidarsi alla tecnofinanza, che lo stato deve dirigere l’economia e distribuisce come se fossero briciole milioni di euro a destra e a manca per salvare aziende pubbliche socializzando i debiti e privatizzando i profitti, compreso nella scuola dove alle pubbliche si riduce l’organico e i finanziamenti ma alle private non si toglie un centesimo ( alla faccia del voler risparmiare!) ….. Anticomunista che vuole che lo stato diriga l’economia; socialista che dice che la sinistra non ne ha mai imbroccata una; iperliberista che sostiene che la tecnofinanza è stato un errore ( di altri); Neoconservatore che regala i soldi pubblici ad alcuni privati.
Ma soprattutto, e quì si coglie appieno il fiore folle, La riforma federale che stiamo varando aumenterà i soldi che andranno al nord e non diminuirà quelli che vanno al sud ( che sta a dire che 2 + 2 = 8).
Caro Giulio, fallo per te, vai da uno bravo.
DomandeIgnoranti
Non sono un esperto del campo, quindi il mio intento non è tanto il lanciare una provocazione, quanto porre un dubbio, comprenderne la reale consistenza e sperare di avere una risposta.
Data l’attuale crisi finanziaria si vede una crescente volontà nei governi centrali di utilizzare i soldi pubblici per salvaguardare gli interessi dei creditori delle banche. Mi pare di ave capito che i Governi di Inghilterra, Francia, Belgio, Danimarca, Germania … vogliano depositare fondi pubblici per dare liquidità alle banche. Pare anche che questo è quello che farà il Governo Italiano.
Ora, non sapendone granché ma sapendone qualcosa mi é venuto un dubbio.
So che il rapporto deficit/pil nostro è del 102 % mentre in generale quello degli altri paesi europei è di gran lunga più basso ( fra il 70 e l’80%), e so che le previsioni di crescita del PIL per il nostro paese sono dello -0,1% ( il segno davanti al numero è un meno). Quindi, se lo Stato dovesse comprare azioni o altro da banche private, questo non inciderebbe ancora sulla spesa pubblica gettando in fumo i soldi dei contribuenti per salvaguardare qualche rendita delle banche ?
O, meglio, se lo Stato deve intervenire per forza, ritenendo la cura migliore ( e non peggiore come sto pensando ) del male, se non possa farlo vincolando gli aiuti ad un codice etico che impegni le banche ed in particolare i loro dirigenti a comportamenti più sobri e trasparenti ?
Perché una delle cose che da fastidio delle crisi finanziarie è che i lavoratori semplici perdono il posto, i creditori non ricevono i crediti ma i dirigenti escono con le buone uscite miliardarie. Allora dico, se proprio lo Stato deve intervenire non solo come guardiano (ah, se lo facesse!) ma anche come attore – o direttore, secondo Tremonti – del mercato, non potrebbe indurire il pugno verso quelle classi dirigenti per garantire la solvibilità dei crediti e obbligare gli istituti di credito a norme etiche con incentivi, anziché dare i soldi dei cittadini tutti per garantire i pagamenti ?
Insomma non vorrei che il metodo NeoConserva (quella di pomodoro, all’Italiana) di socializzazione dei profitti-privatizzazione dei guadagni continuasse ad essere il privilegiato in Italia (dal corporativismo fascista ad oggi il metodo è quello), e che non fosse tanto per spirito pragmatico, quanto per un modello assodato che si punti a questo tipo di soluzione.
Attendo risposte, critiche, puntualizzazioni e smentite perché, mi ripeto, i miei sono ‘dubbi ignoranti’
